Referendum regionali: Rapagnà  "digiuna"

TERAMO  Pio Rapagnà, promotore dei 4 Referendum regionali abrogativi sugli sprechi e i costi della politica, informa di avere “dato inizio ad un 'digiuno' per chiedere ai Cittadini abruzzesi, in assenza colpevole e volontaria delle istituzioni regionali di garanzia preposti, di salvare essi stessi direttamente” i referendum andando a firmare nelle Segtererie comunali entro il 20 settembre. Rapagnà chiede inoltre “la 'decadenza' del Presidente del Consiglio Regionale per mancato esercizio delle sue funzioni e di quelle del suo Ufficio di Presidenza, quale organo di garanzia e di tutela sia del Comitato promotore e sia per l'effettività negata e non favorita al diritto referendario e alla informazione dei soggetti pubblici e istituzionali cui la Legge assegna il dovere di autentica della firme dei Cittadini nella sua fase preliminare di formazione della volontà democratica e nel contesto della richiesta stessa di esercizio di uno specifico diritto costituzionale e statutario cui il Consiglio Regionale viene, per la prima volta dalla approvazione dello Statuto fondativo e dopo tantissimi anni, chiamato a rendere effettivo ed esercitabile, aldilà dei contenuti dei quesiti referendari sottoposti al giudizio dei Cittadini”. Nella nota Rapagnà annuncia anche che c”ome forma di 'protesta istituzionale' nei confronti del Presidente e dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale, in qualità di soggetto promotore dei 4 referendum regionali e, in particolare, come exParlamentare abruzzese, non parteciperò alla inaugurazione della nuova Sala del Consiglio Regionale, dispiaciuto e amareggiato di non poter purtroppo salutare e accogliere, come sarebbe stato mio dovere e piacere, il Presidente della Camera On. Fausto Bertinotti in visita a L'Aquila per la circostanza”.

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