Abruzzesi nel mondo: conclusa assemblea di Johannesburg

L'AQUILA Sono appena rientrati nei rispettivi Paesi i delegati delle comunità abruzzesi nel mondo che hanno tenuto, dal 5 al 9 settembre, la loro assemblea annuale a Johannesburg, convocata in Sud Africa dal presidente del CRAM, Donato Di Matteo, per unanime decisione dello stesso organismo al fine di meglio conoscere, ogni anno, le realtà associative regionali nei vari continenti. I lavori appena conclusi consentono una riflessione sulle politiche avviate con successo nel 2007 e sulle prospettive per il futuro. Il Sud Africa ha posto le basi per essere il Paese traino del continente africano, forte delle sue immense ricchezze minerarie (primo produttore d'oro, platino, vanadio, cromo, manganese) e pietre preziose, con un'agricoltura fiorente ed un moderno sistema industriale, con un'efficiente rete d'infrastrutture stradali, ferroviarie e portuali, che da qualche anno gli assicurano un elevato trend di crescita, giunto al 5% circa nel 2006. Certo, ancora pesanti traumi sociali sono dovuti all'attuale distribuzione della ricchezza e del peso politico all'interno del sistema. Ma tutto questo gradualmente rientrerà, con la parallela crescita della giovane democrazia sudafricana. In tale contesto opera in Sud Africa la nostra comunità, 65000 italiani circa delle varie generazioni. Ed in essa quella abruzzese, stimata intorno ai cinquemila membri, ben inserita nell'economia e nella società sudafricana. A Johannesburg circa 800 sono gli abruzzesi. L'imprenditore Carmine Angelucci, costruttore di reti elettriche ad alta tensione, originario di Castelfrentano, in provincia di Chieti, per 8 anni membro del Comites, da 10 è presidente dell'Associazione regionale. Esponente assai in vista della comunità abruzzese di Johannesburg è Maurizio Mariano, 43 anni, brillante avvocato a capo d'uno studio legale con un centinaio di dipendenti, per sette anni membro del CGIE e presidente del Comites, ora lanciato verso un promettente futuro politico con l'ANC, il partito di Mandela. Infine Mario Di Cicco, componente del CRAM, ingegnere, ex ufficiale della Marina sudafricana e già presidente del Circolo italiano, completa il trio d'anfitrioni che hanno governato la perfetta accoglienza degli Abruzzesi giunti a Johannesburg per il loro congresso. Non deve dunque stupire se all'apertura dei lavori del CRAM, oltre alla reggente del Consolato d'Italia, Giovanna Rigato, era presente Dorothy Mahlangu, Ministro per gli Enti Locali nel governo del Gauteng, provincia più densamente popolata (9, 5 milioni d'abitanti) delle nove che compongono lo Stato federale del Sud Africa. La presenza dell'affermata donna di governo all'assemblea ha reso evidente, non solo simbolicamente, l'alta considerazione in cui è tenuta la comunità italiana in Sud Africa, e particolarmente quella abruzzese. D'altronde nell'intervento, per nulla di circostanza, il Ministro ha esplicitamente richiamato la rilevanza italiana nella società e nell'economia dello Stato, l'affermazione della componente abruzzese di cui ha tessuto le lodi. Un'immagine nitida sul ruolo della comunità abruzzese in Sud Africa si percepisce da una sommaria analisi delle imprese impegnate nel settore delle grandi costruzioni e delle reti civili. Acquedotti, elettrodotti, reti di smaltimento, costruzioni edili e stradali, ma anche meccanica fine e catene di ristorazione. Tra esse primeggiano proprio quelle abruzzesi. Hanno sede a Johannesburg, ma con attività in tutto il Sud Africa, le società Martini Bros, Dino Martini, Fratelli Valente, nel settore delle grandi reti civili, dirette da imprenditori di Rovere (L'Aquila), quindi Lamberto Carnicelli di Ovindoli (L'Aquila), Antonio Di Loreto di Castelfrentano (Chieti) nel settore delle costruzioni edili, Cesare Di Giacomo di Sulmona (L'Aquila) nelle costruzioni di reti elettriche, Beniamino Di Zio di Loreto Aprutino (Pescara) nella meccanica di precisione. Nella grande ristorazione, con una diffusa catena d'esercizi, il Gruppo Mastrantonio, diretto da Gianni Mariano di Pescara. A Durban ha sede l'impresa Buccimazza, a Cape Town l'impresa Colarossi, entrambe di Rocca di Mezzo (L'Aquila), operanti nel settore delle grandi reti civili. Infine, abruzzese è la più grande zecca privata del Sud Africa: medaglie, incisioni, fusioni hanno il marchio di Eustachio Pagliari, originario di Scanno (L'Aquila), forse retaggio dell'antica arte orafa che da secoli ha in Abruzzo un'alta tradizione. Sulla scorta dei risultati raggiunti con le attività ed i progetti avviati nell'anno, per il 2008 il programma approvato dal CRAM prevede un rafforzamento delle iniziative dell'Abruzzo all'estero nel settore della formazione, della cultura, della promozione turistica ed economica, in stretta sinergia con le comunità regionali nel mondo. Si punta anzitutto sulle giovani generazioni della nostra emigrazione, che a novembre terranno il loro congresso a Mar del Plata, in Argentina. Il CRAM ha davvero innescato un salto di qualità. Alla nostalgia si sostituisce l'avvio di iniziative produttive. In Brasile la Federazione Abruzzese, in funzione di agenzia, sta avviando un progetto pilota per la promozione del turismo e dell'enogastronomia regionale. Su tali obiettivi il CRAM, approvando la proposta di budget per il 2008, ha votato all'unanimità una risoluzione per impegnare la Giunta Regionale ad investire di più sulla grande risorsa delle comunità abruzzesi all'estero, chiedendo uno stanziamento maggiore a sostegno del programma dell'anno venturo. Ha infine deciso di tenere ad Adelaide, in Australia, l'assemblea del prossimo anno ed un nuovo congresso dei giovani a Montreal, in Canada.  Il CRAM ha fatto quindi una doverosa visita al Cimitero militare italiano di Zonderwater, dove sono sepolti 252 militari deceduti per varie cause durante il periodo di prigionia, dall'aprile del '41 al 1947. Provenivano dai campi di battaglia in Libia ed Etiopia i nostri soldati prigionieri di guerra nei 18 campi allestiti in Sud Africa, tra cui quello di Zonderwater.

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