Comitato per i referendum regionale decide silenzio "su tutto"

TERAMO  “Sciopero referendario” della informazione e della parola: il comitato promotore dei referendum regionali sui costi e sugli sprechi della politica in Abruzzo comunica la decisione di attuare, seppur “con grande dispiacere ed amarezza” un ulteriore “totale e assoluto silenzio non solo sulle materie e sugli argomenti referendari, ma anche su tutti gli altri argomenti sociali e politici ad essi connessi”. Il comitato spiega che si tratta di una forma di protesta “democratica, civica e civile” nei confronti delle istituzioni regionali “inadempienti” e quale sollecitazione ed incoraggiamento nei confronti di “tutti gli organi di informazione regionaleaffinché prendano, se possono, una posizione “netta, chiara e distinta” sulla attuale situazione e, dice la nota, “sugli abusi ed omissioni commesse sulla vicenda referendaria legata ai costi ed agli sprechi della politica ed allo scioglimento degli organi di vertice degli enti strumentali della regione, materia e oggetto dei 4 quesiti referendari abrogativi già firmate da circa 5. 000 cittadini abruzzesi e sulle richieste di modifica ed adeguamento delle leggi regionali in materia per il futuro”. I rappresentanti del comitato promotore, ricorda il comunicato stampa, hanno chiesto “per tempo una proroga, o un rinvio dei termini, per la raccolta delle firme sui 4 referendum regionali abrogativi, per insuperate inadempienze costituzionali, statutarie, legislative, normative da parte della regione e per gravissimi ostacoli burocratici e organizzativi frapposti da diversi comuni e soggetti autenticatori delle firme, con formale richiesta al consiglio regionale, al presidente ed all'ufficio di presidenza di procedere urgentemente alla modifica dell'art. 3 legge regionale n. 86/87 sui soggetti autenticatori delle firme, alla ridefinizione al numero di 15. 000 delle firme necessarie per le richiesta di referendum abrogativo, ed alla nomina del collegio per le garanzie statutarie”. Secondo il comitato rispetto ad una simile, “motivata e giustificata denuncia e richiesta, nessuno ha battuto ciglio a livello delle istituzioni regionali preposte, e nessun organo di informazione regionale (tranne rarissime e benemerite eccezioni) e' intervenuto in questi giorni decisivi con determinazione e con scelta di campo nel merito e nel metodo, come se in Abruzzo, attorno ai referendum sui costi della politica, non fosse successo niente: come se si volesse segnalare che su tali questioni legate a referendum abrogativi di costi e sprechi, nella nostra regione, non se ne e' potuto parlare prima e non se ne puo' parlare neanche dopo”.

Leave a Comment