Gli universitari abruzzesi scrivono al Governatore

TERAMO E adesso sono gli studenti universitari a bussare alla porta della Regione Abruzzo. E proprio i giovani che appartengono allo schieramento di centrosinistra prendono carta e penna e si rivolgono al presidente della Giunta Regionale Ottaviano Del Turco e a una serie di altre cariche istituzionali, oltre che ai partiti ai presidenti delle Associazioni per il Diritto allo Studio, ai sindacati ed ai sindaci dei quattro capoluoghi. L'Ateneo direttamente chiamato in causa è quello dell'Aquila ma l'Università di Teramo è direttamente coinvolta nel contesto generale. Quattro le questioni in ballo. Si comincia con la richiesta della conferma in sede di bilancio di previsione della Regione di almeno 7. 400. 000 euro sul fondo per il diritto allo studio. La copertura delle borse di studio per l'anno accademico 2007/2008 si aggira intorno al 30%. Gli studenti chiedono che il fondo possa garantire la richiesta di tutti gli studenti delle università abruzzesi. Seconda questione: lo stralcio delle Adsu dalle linee guida approvate dalla Giunta sul riordino degli Enti strumentali. L'Unione degli Universitari fa riferimento all'intenzione di azzerare i Cda delle ADSU, sull'onda della riduzione dei costi della politica. <<Una scelta scellerata che cancella in un attimo, anni di lotte (…), che taglia fuori in maniera brutale gli studenti che pagano la tassa regionale, fruitori delle borse e dei servizi offerti dalle Adsu>>. Gli studenti sono preoccupati: <<Addirittura si discute se cancellare le 3 Adsu creando un'unica Azienda con un unico dirigente, ancor più lontana da territorio e studenti; un modello che non saprebbe rispondere alle esigenze e che creerebbe nuove disfunzioni, nuove rigidità, assenza di controllo>>. Secondo gli iscritti alle Università il processo da compiere sarebbe inverso: <<Il sistema delle Adsu in Abruzzo va tutelato e migliorato, e per questo crediamo che il percorso avviato dalla Regione sulla riorganizzazione debba essere abbandonato. Tutto questo proprio perché gli Adsu sono uno strumento che consenta di legare meglio il territorio (con le sue differenze e caratteristiche), all'università e ai bisogni degli studenti>>. Non manca una stoccata di autentica natura politica: <<Inoltre, è bene dirlo per non prendersi in giro, questo fantomatico costo dei Consigli di Amministrazione degli Enti per il Diritto agli Studi è bassissimo, già meritoriamente dimezzato dalla Giunta e dalla maggioranza di Centrosinistra. Riproporlo oggi per nascondere lo “spostamento del potere di indirizzo” dal territorio e dagli studenti è fumo negli occhi della popolazione abruzzese, un semplice slogan demagogico, dietro cui nascondere magari i veri sprechi della Regione>>. Per migliorare le aziende per il Diritto allo studio la ricetta degli studenti è <<la costruzione di un sistema di cittadinanza studentesca prevedendo strette forme di collaborazione, ma per far questo ci vogliono percorsi di riforma e obiettivi radicalmente differenti da quelli in campo, addirittura divergenti nell'allocazione del “potere diffuso”>>. Le altre due questioni sono strettamente connesse alla realtà aquilana: gli investimenti per il potenziamento dei servizi di ristorazione, e la realizzazione di nuove case dello studente. <<Noi siamo disponibili fin d'ora ad un confronto costruttivo, che parta da questioni reali e non solo mediatiche, ma, tanto per essere chiari, concludono gli universitari se la Regione non riaprirà seriamente e serenamente la questione, noi siamo disponibili ad andare fino in fondo nella lotta per affermare un punto decisivo: sul diritto agli studi universitari non accetteremo soluzioni che mettano gli studenti “fuori gioco”>>.        

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