La Regione torna indietro sul commercio

L'AQUILA Il Consiglio regionale abruzzese ha approvato all'unanimità una legge che abroga le norme che liberalizzavano l'apertura dei centro commerciali, come previsto dopo la ratifica della Commissione commercio. E sul provvedimento legislativo si sono subito accavallate le reazioni. Confcommercio Abruzzo esprime 'tiepidissima soddisfazione' per le risultanze del Consiglio regionale che ha revocato il provvedimento sulla nascita di nuovi centri commerciali, 'ma ha mantenuto la liberalizzazione degli orari'. Le decisioni del Consiglio, 'rappresentano pertanto solo un rimedio parzialissimo ad un errore gravissimo'. Confcommercio chiede, invece, 'un totale azzeramento della situazione, con la conseguente abrogazione anche della liberalizzazione alle aperture domenicali, dal momento che queste disposizioni continuano a decretare, come recita la campagna lanciata dall'associazione, la morte del commercio'. Secondo l'associazione di categoria, 'quanto accaduto oggi rappresenta il risultato di un compromesso che tiene in vita una disposizione frutto della mancanza di conoscenza delle tante problematiche del settore, e l'ennesima occasione persa per poter ripartire da zero e creare le condizioni per dare slancio e sostegno al comparto commerciale'.  'Un dietrofront repentino del centrosinistra, impegnato a rifarsi una verginità da tempo smarrita', è il commento del consigliere regionale di An Fabrizio Di Stefano. 'Una classe politica all'altezza deve essere in grado di interpretare i bisogni dei cittadini, dei lavoratori, del mondo produttivo e, magari, anche prevederli ha sostenuto Di Stefano in un intervento e non stare sempre a rincorrere gli eventi quando essi si manifestano nella loro reale portata, come fa da due anni e mezzo la maggioranza. Questa volta il colpo di mano non è riuscito perché ci si é imbattuti in una categoria combattiva e pronta alla mobilitazione prosegue l'esponente di An ma non è cos_ che funziona: la società abruzzese deve potersi fidare dei propri governanti ed aspettarsi da essi risposte ai bisogni collettivi e non a quelli particolari di qualcuno'. Per Rifondazione Comunista 'le norme sulle modalità di apertura di nuovi esercizi commerciali di grande distribuzione, cos_ come di monomarche, devono essere approfondite in sede di nuova legge sul commercio'. 'L'impegno preso con le associazioni di categoria, con gli amministratori e con l'associazione dei consumatori è quello di approvare la riforma quadro del commercio entro il mese di dicembre', è questo l'impegno di Stefania Misticoni, consigliere regionale Pd, dopo l'abrogazione delle norme introdotte in materia di commercio.  

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