Dopo l'abrogazione Confcommercio riapre il dialogo

TERAMO  Abrogato ieri, come è noto, dal consiglio regionale, il provvedimento sull'apertura di nuovi centri commerciali e confermato quello sulle liberalizzazioni degli orari, ci sono le condizioni per ripristinare un dialogo costruttivo tra Confcommercio e Regione in questo momento di difficoltà per terziario e piccoli imprenditori. E' ciò che pensa il presidente della Confcommercio di Teramo, Giandomenico Di Sante,  riportato in una nota diffusa agli organi di informazione. “In ogni caso, le decisioni del Consiglio, precedute dai lavori della IV Commissione Commercio dove era presente, anche la foltissima delegazione di Dirigenti delle quattro Confcommercio abruzzesi, che ha fatto sentire la propria vibrante protesta contro le disposizioni in esame _ dice Di sante rappresentano solo un rimedio parzialissimo ad un errore gravissimo”. La  Confcommercio chiede invece un totale azzeramento della situazione, con la conseguente abrogazione anche della liberalizzazione alle aperture domenicali, dal momento che queste disposizioni continuano a decretare, come recita la campagna lanciata dall'associazione, “la morte del commercio”. Quel che va fatto per il settore, secondo confcommercio, è sintetizzato in un “decalogo” di richieste. Eccolo: abrogazione del provvedimento sulle liberalizzazioni alle aperture domenicali e festive; attivazione dell'Osservatorio Regionale sul Commercio, al fine di individuare la reale consistenza delle superfici della grande distribuzione, la cui indiscriminata proliferazione ha decretato la chiusura di tantissime piccole attività, con tutte le negative relative conseguenze sulla struttura sociale ed economica della nostra regione; regolamentazione degli outlet, proliferati senza una opportuna programmazione; pianificazione di interventi e incentivi a sostegno delle imprese in occasione dei prossimi “Giochi del Mediterraneo 2009”, importantissima vetrina dell'Abruzzo a livello internazionale; stanziamento di contributi per incrementare e potenziare la sicurezza nei punti vendita al dettaglio; promozione e incentivazione della “certificazione di qualità”, ormai sempre più richiesta non solo dal mercato ma spesso anche dalle stesse normative; valorizzazione dei “Negozi storici”, per il loro valore attrattivo nei confronti dell'utenza anche proveniente da fuori regione; emanazione di norme più severe sull'occupazione abusiva del suolo pubblico da parte di operatori sprovvisti delle necessarie autorizzazioni; realizzazione di esercizi polifunzionali per la sopravvivenza dei centri minori, che permettano anche ai comuni più piccoli di offrire all'utenza una adeguata serie di servizi in aggiunta a quelli strettamente commerciali.

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