Coppa Interamnia: si cambia!

TERAMO   C'erano tutti quelli che erano stati invitati e che contavano di più per le garanzie di sopravvivenza della Coppa, ieri, alla sala dell'ITI di Teramo. Il workshop sul tema'Coppa Interamnia, il sogno di ieri, il patrimonio di domani' ha colpito nel segno: la Coppa andrà avanti, rafforzata, sostenuta da una legge regionale (intanto da provvedimenti ad hoc) ottenibile da una già concordata lobby teramana di consiglieri e assessori regionali.  E poi c'è il Comune. Che tra quel che da e quel che darà interverrà con 120/140mila euro. Parola di sindaco Chiodi, concentrato e serio sulla Coppa della 'sua' città. E chissà. magari più avanti della 'sua' Regione. Interverrà con fondi ben diversi (10mila euro sono proprio pochini) la Provincia, il cui presidente D'Agostino ha spiegato anche l'inserimento nella fondazione Grandi Eventi, fresca di costituzione con la Fondazione, appunto, Tercas. Ma parliamo di assenze: niente Camera di Commercio, a parlare di Coppa, niente Unione degli industriali: in fondo, che importanza ha per questi signori che hanno creato un reame nello Stato ragionare insieme ad altri? Condividere un'idea? Decidere di scegliere un avvenimento e farne il vessillo della provincia? Perchè mischiarsi ai Chiodi, Di Dalmazio, Tancredi, Di Bartolomeo, D'Agostino, Di Liberatore che sono stati un intero pomeriggio ad ascoltare, pensare e proporre? Sembrerà singolare, ma ieri è andata proprio cos_. Si è lavorato davvero sulla Coppa, in una danza di spunti con cui il coreografo (il giornalista Antonio D'Amore) ha saputo costruire un godibile confronto e soprattutto una fruttuosa riunione operativa. Molte in sala (e al microfono del conduttore) le presenze e le testimonianze di questa o quell'epoca, di partecipazioni a più profondi o 'solo' affettivi livelli. E poi gli esperti: ottime premesse (e forse anche promesse) con i vertici del centro Gran Sasso Shopping, precisa analisi della situazione dall'esperto in management turistico che forse interverrà con consigli strutturali in un futuro molto vicino. E poi c'erano altre assenze. . Confcommercio, Confesercenti. come se quel paio di miliardi l'anno che la Coppa (e la cifra è sottostimata) porta in città puntualmente, fossero da snobbare. Ieri, mentre le associazioni di commercianti che si sono formate spontaneamente mostravano interesse e cercavano di capire come e dove poter intervenire nel progetto Coppa, l'assenza delle organizzazioni ufficiali, cos_ come delle banche (c'era quella di Credito Cooperativo, però) spiccavano davvero. E ti facevano venire voglia di dire:'fate come vi pare, tenetevi la Coppa, i finanziamenti, i 35 anni di successi, i 5mila giovani ogni anno, il sogno di pace, l'internazionalità, i soldi che entrano in città, la cultura che vi entra in casa, e tenetevi pure teramo Città aperta al mondo. Noi, siamo stufi. Non della Coppa: di voi'. Ma Antonio D'Amore, davanti a quelle assenze e a quelle calde presenze, a un certo punto ha alzato un foglio. Era una bozza di copertina (uno dei soliti ottimi lavori di Danilo Furia) del pieghevole della 36a edizione, che partirà per tutto il mondo tra qualche mese. Sulla copertina c'era Giorgio Binchi, 'l'unico vero professionista della Coppa' come il patron Montauti l'ha definito ieri, mentre combatteva sommessamente con le lacrime e il dolore che non lo molla. Allora abbiamo applaudito. E Antonio D'Amore ci ha raccontato che Giorgio Binchi e Tiberio Cianciotta erano l_ a lavorare per la Coppa. E noi ci siamo pacificati. Anche con le assenze. La 36a edizione ci sarà e Teramo sarà con lei.

Leave a Comment