Diocesi Teramo-Atri: 19mila schede

TERAMO  Il 17 dicembre 2007 alle ore 11. 00 ci sarà nella Biblioteca Diocesana (Palazzo del Seminario a Teramo) la cerimonia di consegna ai parroci e alla Soprintendenza dell'Inventario dei beni mobili artistici della Diocesi di TeramoAtri. Una nota informa che l'inventario informatizzato ha prodotto una banca dati costituita da più di 19mila schede corredate da altrettante immagini che si riferiscono a 187 enti parrocchiali e 2 enti ecclesiastici ed ha riscosso significativi apprezzamenti dagli uffici preposti. Il lavoro ha comportato un prima fase di studio dei documenti e di rilevazione diretta dei beni. Sono stati inventariati e fotografati molteplici oggetti e opere d'arte come suppellettili, arredi, parati, paramenti, dipinti, sculture, ex voto. Nella seconda fase, i dati rilevati sul campo e i supporti fotografici sono stati riversati nel software fornito dall'Ufficio dei Beni Culturali della CEI. Questo database è conservato su supporto informatico negli edifici della Curia e sarà oggetto di costante aggiornamento ed integrazione. La loro consultazione è ammessa per attività istituzionali tra enti preposti alla tutela (Soprintendenza, Carabinieri del Nucleo di Tutela del Patrimonio, ecc. ) o a finalità di studio. “Sono lieto” spiega il vescovo di TeramoAtri Mons. Michele Seccia “di presentare l'inventario dei beni culturali ecclesiastici della Diocesi di TeramoAtri. Frutto prezioso di un lavoro certosino protrattosi per circa quattro anni, consegnato ora alla comunità per aiutare a scoprire la bellezza di tanti oggetti che testimoniano la fede dei nostri padri e la creatività artistica messa al servizio del culto e degli edifici sacri. L'inventario e la schedatura analitica con le tecniche più aggiornate e i supporti informatici, consentono _ aggiunge il vescovo _ oltre che una più agevole conoscenza divulgativa, anche una migliore tutela degli stessi beni. Questa pubblicazione di presentazione, pur nella sua brevità, evidenzia l'aspetto culturale e pastorale del lavoro fatto: i beni culturali continuano a testimoniare nel corso dei secoli come la Chiesa, in tutte le sue componenti, ha saputo promuovere l'arte mentre annuncia la buona Novella e celebra la fede. Una viva gratitudine esprimo anzitutto alla Conferenza Episcopale Italiana che, attraverso l'Ufficio Nazionale per i Beni Culturali Ecclesiastici, ha sostenuto con saggezza e intuito il progetto a livello nazionale. La fattiva collaborazione con la Soprintendenza è un ulteriore motivo di gratitudine e di fiduciosa speranza per la tutela ed il restauro delle opere d'arte. Infine _ conclude Mons. Seccia _ un plauso speciale per l'equipe di giovani professionisti che hanno realizzato l'inventario e creato questa pubblicazione divulgativa. Concludo con un auspicio: a quando un Museo Diocesano di Arte Sacra? Queste premesse fanno ben sperare”.  

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