Qualità  della vita: il benessere dei teramani

TERAMO Come annunciato, diamo uno sguardo più approfondito alla ricerca del Sole24Ore sulla qualità della vita nelle province italiane, dalla quale è emerso un dato complessivo che pone Teramo al 65° posto nella graduatoria delle 103 province italiane ma soprattutto che evidenzia un peggioramento rispetto al 2006. Come i lettori sapranno, il quotidiano economico basa la sua ricerca su una quantità di dati che, per comodità, raggruppa in sei grandi aree tematiche: tenore di vita, salute, tempo libero, ordine pubblico, lavoro, demografia. La prima è quella che indica il benessere in termini economici, della nostra comunità. Ne viene fuori una fotografia che ci pone in una specie di territorio di mezzo: né ricca come quelle del Nord, né povera come quelle del Sud. Siamo in un limbo, insomma, come gli stessi numeri sembrano confermare. Emerge, ad esempio, che ciascun teramano ha depositato in banca _ nel 2006 _ 9. 937 euro, a fronte di una media nazionale di 10. 407 euro. A proposito di ricchezza, però, c'è un dato più preciso, che indica quanta ne è stata prodotta da ciascuno di noi, cioè il nostro pil provinciale: 18. 088 euro procapite, anche qui inferiore alla media nazionale che è di 21. 291 euro. Dati interessanti sono quelli che emergono dal costo della casa: se una abitazione in area semicentrale costa, in media in Italia, 2. 312 euro al metroquadro, da noi il costo è di 1. 550 euro; per rimanere in argomento, se si osserva l'indice ponderato delle aliquote ICI, siamo a 773, 1 euro a fronte dei 741, 1 nazionali. Poi ci sono altre due voci; una che focalizza i consumi delle famiglie, e qui siamo vicini alla media di 414, 9 euro contro i nostri 425 spesi da ciascun nucleo per elettrodomestici, mobili ecc. L'altra è quella che indica l'importo medio delle pensioni: 527, 93 euro è l'assegno incassato ogni mese dai nostri pensionati, che non incoraggia al cospetto dei quasi cento euro in più che incassano mediamente i pensionati del resto del Paese. Infine un ulteriore elemento di riflessione: l'indice IPR sul carovita, cioè l'indicatore percentuale che misura il peso dell'incremento dei prezzi su ciascun teramano: 27, 5. Ci può consolare la rilevazione che ci pone al primo posto, comunque, tra le province abruzzesi?

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