PMI: luci e ombre del sistema produttivo

TERAMO – Un sistema di produttivo in cui molte criticità appannano i punti di forza. E' questo sostanzialmente il tratto caratterizzante del tessuto delle piccole e medie imprese della nostra provincia, nel bilancio di fine anno tracciato dal presidente dell'Api di Teramo, Eugenio Rosa. Nonostante il trend positivo – crescita dell'occupazione al 6, 5% e aumento del prodotto interno lordo all'1, 6% – i dati sono comunque notevolmente più bassi rispetto alla media nazionale, già di per sè poco concorrenziali con il resto dei paesi europei. Quello più positivo, l'aumento dell'export al 5, 5%, è in realtà una tinta rosa soltanto per il comparto dell'automatismo che pesa per il 60% sul totale dell'export. Il dato maggiormente allarmante però riguarda la produttività, ridotta nelle nostre imprese del 9%. Numero che fa da specchio alla forte riduzione di investimenti che dovrebbero essere l'unica ancora di salvezza per la competitività imposta dalla globalizzazione. Trend positivo per il settore agroalimentare, mentre scricchiolii si avvertono per i servizi e per il comparto legno e mobilio. Le inefficienze della pubblica amministrazione pesano sui piccoli imprenditori locali, specialmente nel comparto edilizio; infatti come ha messo in luce il presidente dell'Apiedil, Dino Gavioli, c'è un problema strutturale nei tempi lunghissimi che intercorrono tra l'approvazione di un progetto e l'attivazione dei fondi che arrivano all'appalto. Si parla di quasi 3 anni per l'immissione di risorse approvate, che nel tempo perdono il valore remunerativo. “Non siamo un'isola felice – ha concluso il presidente Rosa – le nostre imprese soffrono di virtuosismi che meritano un ripensamento da parte della politica che dovrà occuparsi di obiettivi strategici che mirino ad un sostanziale aumento di mobilità di persone e capitale”.

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