Vaccinazioni antitumorali collo dell'utero: Petrella contro la Regione

TERAMO – Di seguito riportiamo il testo integrale della convocazione ad una conferenza stampa diramato da un collega. Lo facciamo perché, come leggerete nel commento che segue il testo, riteniamo pericolose per la collettività alcune affermazioni. "Cari colleghi, il dottor Roberto Petrella ricorda che mercoledì 2 gennaio alle ore 11, 00 nel dehors del Caffè Grande Italia, mi incarica di diramare gli inviti  agli esponenti della stampa teramana per comunicazioni di estrema importanza sulle vaccinazioni antitumorali prescritte da Stato e Regione sulle ragazzine dodicenni vergini. Dimostrerà che queste vaccinazioni presentano rischi gravissimi e non proteggono dal tumore. Un'ampia documentazione sarà distribuita ai presenti. Forse presenterà denuncia contro l'assessore Mazzocca per false comunicazioni. Non mancate. Saranno scintille". Sin qui, la convocazione della conferenza. Ecco il nostro commento. Voi lo sapete: per noi, ragionato è sempre meglio. Così, con tutto il rispetto dovuto al collega che dirama l'invito alla conferenza stampa e al dottor Roberto Petrella, che ne sarà protagonista, ci permettiamo di fare qualche riflessione. Il dottor Petrella, medico, professionista stimato e, non siamo noi a doverglielo riconoscere, "ottima persona", da tempo conduce battaglie personali legittime se, come la sua dottrina scientifica gli impone, fatte "in scienza e coscienza". www. emmelle. it, come i lettori più attenti ricorderanno, ha spesso divulgato dall'ottobre del 2006 a oggi (questo è il periodo in cui si è cominciato a parlare di vaccino antitumorale per il collo dell'utero) notizie sull'argomento. Le notizie non nascevano da fanatismi ne' da "sentito dire" ma erano e sono il frutto dello studio e della ricerca. Il vaccino è indispensabile alla salute delle donne. Al dottor Petrella ricordiamo che "in scienza e coscienza" significa anche    non distogliere la popolazione da diritti/doveri sulla salute. Facciamo attenzione: quando, magari per polemica, magari perché risentiti su altri fronti, denigriamo una pièce teatrale è un conto. Quando invece distogliamo, con comunicazioni distorte, l'essere umano dalla cura che deve avere per se' e i propri famigliari, commettiamo un atto gravissimo. Tanto, "in scienza e coscienza" (se non alla lettera ma vale anche per i giornalisti) dobbiamo ai nostri lettori e, speriamo, anche ad altri. Fr Scagliarini

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