In procura le minacce di morte a D'Amore

TERAMO – E' stato rimesso alla Procura della Repubblica di Teramo il materiale acquisito stamani dalla Digos relativo alla lettera minatoria contenente una condanna a morte ricevuta dal direttore del quotidiano "La Città", Antonio D'Amore. La missiva, con logo di Forza Nuova e una svastica, reca un testo inquietante (che riteniamo di non riprodurre nel dettaglio) in cui a morte risultano condannati dal tribunale nazional socialista d'Abruzzo, riunito all'uopo: Marco Travaglio, il giudice Giovanni Cirillo, Antonio D'Amore, Leonardo Nodari. L'ordine in cui l'elenco dei condannati è comunicato è lo stesso che vi abbiamo riferito, anche se su Leo Nodari risulta un'annotazione speciale: per lui ci sarebbe già un colpo in canna. Antonio D'Amore sarebbe stato condannato in quanto giornalista comunista servo dei padroni. La lettera è arrivata regolarmente per posta prioritaria e il timbro di Pescara non spiega ovviamente nulla sul luogo in cui la missiva è stata imbucata. Gli uomini della Digos sono al lavoro, in Procura un fascicolo sulla vicenda è stato aperto, non resta che aspettare. Intanto Antonio D'Amore, impegnatissimo per l'uscita del giornale "La Citta'" nuovo formato, prevista per mercoledì prossimo 3 gennaio, non commenta volentieri le minacce se non affermando:" Ritengo che la cosa vada affrontata con la serietà che richiede, ma certo sono sereno e vado avanti con quello che sto facendo".

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