Zilli, i DS e tutti quei sorrisi..

TERAMO – Roberto Zilli ha lasciato i DS.  La notizia, ufficializzata stamattina dallo stesso consigliere comunale nel corso di una conferenza stampa, non cambierà le sorti del Comune di Teramo, non produrrà effetti diretti sulla maggioranza di centrodestra e, francamente, non farà scaturire un uragano nel centrosinistra.
Eppure, a suo modo, la decisione del Consigliere che già sedeva sui banchi del Palazzo di Città all’epoca di Sperandio, rappresenta un segnale che va osservato con un po’ d’attenzione.
Vediamo intanto cos’ha detto Zilli. Quattro sono stati i punti della sua conversazione con i giornalisti: perché l’abbandono dei DS, un bilancio del suo impegno in Consiglio Comunale, i progetti per il futuro, la sua visione della politica. Un po’ tutto già noto, anche qui. L’impegno per i portatori di handicap e l’ispirazione alla fede cattolica sono forse gli aspetti più personali della sua partecipazione alla vita politica cittadina, ma certo il voto favorevole al PRG e un atteggiamento sostanzialmente e progressivamente ostile ai suoi compagni di banco, gli hanno alienato qualsiasi possibilità di crescita, in termini di misurazione politica interna e di visibilità sostenuta dalla coalizione, all’esterno.
Ecco allora, perché Zilli decide di correre da solo “rimanendo indipendente nel centrosinistra”, che significa più o meno che farà come gli pare e che prima o poi potrebbe anche approdare all’altra sponda. Non corre in aiuto al vincitore, come sosterrebbe Flaiano; perché Zilli forse non ne ha bisogno: tutto sommato ha saputo ritagliarsi una sua fisionomia da cui emerge comunque un profilo; onestamente sfumato, sebbene non evanescente..
E’ l’opposizione di centrosinistra che, ancora una volta, dovrebbe chiedersi cosa sta accadendo. Come spesso si è verificato in passato, una decisione che contraddice il cammino della coalizione viene digerita con ironia, accolta con commenti al limite dello sberleffo, sminuita. E se Zilli prima di parlare ai giornalisti e a Chiodi avesse voluto lanciare un involontario ultimo appello a Scalone e sodali? Sapranno coglierlo costoro? Chissà.. c’è da temere che l’ennesima risata seppellirà l’ennesimo fallimento..

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