Moratoria aborto: si può aprire il dibattito anche a Teramo?

TERAMO – Qualcuno, anche sul piano locale, questo benedetto confronto (si spera dialogo) sull’aborto dovrà pur aprirlo, no? Allora, bando alle ipocrisie, con la forza del "ragionamento" e soprattutto quella che ci viene dalla ricerca della base sempre sicura (quando si può, come in questo caso, "scientifica") ci proviamo noi. Ecco una notizia tratta da DocotrNews che ci aiuta a introdurre l’argomento, nella speranza che a Teramo non si continui "a far finta di niente". Ecco DocotorNews. "Mi auguro vivamente che il Consiglio superiore di sanità (Css), a cui il ministro della Salute Livia Turco ha richiesto un parere su alcuni aspetti della legge 194 sull’aborto, vorrà audire chi la applica quotidianamente in scienza e coscienza". Questa la ‘speranza’ di Mirella Parachini, membro di giunta dell’Associazione Coscioni e vicepresidente della Fiapac (Federazione internazionale degli operatori di aborto e contraccezione), dopo la ‘questione politica’ sollevata attorno alla legge sull’interruzione di gravidanza. Una riflessione invocata, all’indomani della moratoria sulla pena di morte alle Nazioni Unite, da Giuliano Ferrara. Il direttore de ‘Il Foglio’ aveva subito rilanciato chiedendo un’analoga analisi anche sull’aborto, per tutelare gli interessi di chi per via della legge non nascerà mai. "In quanto parte degli operatori della 194 – commenta Parachini in una nota – sono indignata dalle grossolanità che vengono espresse in questi giorni da chi non sa neanche di cosa sta parlando. Per trent’anni abbiamo applicato e continuiamo a farlo, a volte in condizioni letteralmente eroiche, la normativa vigente senza certo aver bisogno dei consigli dell’ultimora dei politicanti pontificanti, e pontifici", accusa. "Si continua a parlare di linee guida – continua la ginecologa – come di una modalità per ‘forzare’ le leggi e indirizzarle a proprio piacimento. In realtà le linee guida, secondo la definizione più nota formulata dall’Institute of Medicine nel 1992 sono ‘raccomandazioni sviluppate in modo sistematico per assistere medici e pazienti nelle decisioni sulla gestione appropriata di specifiche condizioni cliniche’. Le linee guida – incalza – devono sostanzialmente assistere al momento della decisione clinica ed essere di ausilio alla pratica professionale, come risultato di un preciso percorso sistematico di analisi dei processi clinici, costantemente orientato – conclude – alla definizione della ‘best practice’".

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