La proposta di "Impronte" per l’ex Enal

GIULIANOVA – Le “carte” dicono chiaramente che il Complesso ex Enal di Piazza Dalmazia è nell’elenco dei 12 beni di proprietà della Regione Abruzzo e che, insieme ad altri 16 immobili individuati dalla Giunta Del Turco, sarà messo in vendita nei prossimi mesi. Obiettivo della Regione: fare cassa per 101 milioni di euro, necessari per rispettare l’accordo firmato a Roma da Ottaviano Del Turco e dai ministri Tommaso Padoa Schioppa e Livia Turco, riguardante il risanamento della sanità abruzzese. Attacca così l’addolorata nota dell’associazione "Impronte" di Giulianova, che si batta contro l’alienazione della struttura ex Enal. "E’ vero – spiega impronte – l’avviso d’asta per la vendita del Complesso ex Enal, valutato 700 mila euro, non è stato ancora pubblicato ma questo, purtroppo, vuol dire soltanto che è soltanto una questione di tempo e che, in quel poco che è rimasto a nostra disposizione, abbiamo il dovere di fare ciò che i nostri politici distratti non sono stati in grado o non hanno voluto fare: salvare l’ennesimo pezzo della storia di Giulianova, che se ne va". Il Sindaco secondo il comunicato avrebbe escluso la possibilità che sia il Comune a sborsare i 700 mila euro necessari per l’acquisto della struttura. Con molta buona volontà da parte di tutti, si potrebbe però organizzare una “cordata” di enti oppure, propone l’associazione, visto che questa “cordata” già c’è, creare le condizioni perché a farsi avanti sia l’Ente Porto in cui, come noto, oltre al Comune di Giulianova, sono presenti i Comuni di Tortoreto, Mosciano Sant’Angelo e Teramo, la Camera di Commercio, e, soprattutto, la Regione, la Provincia di Teramo e l’Acquedotto del Ruzzo.  "Laddove non possono i mezzi, devono la volontà politica di tutti e, soprattutto, – specifica la nota – il nostro l’amore per Giulianova, un amore che deve essere fatto di concretezza e non di sole promesse".

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