Provincia: un piano per fronteggiare il proliferare dei cinghiali

TERAMO –Cacciatori ambientalisti insieme. La notizia è di quelle ghiotte che suscitano curiosità. Ma la guerra ai cinghiali, evidentemente, è così pressante da far superare barriere di fatto insormontabili. Merito della inedita fratellanza va alla Provincia che ha varato un piano di contenimento dei cinghiali nel quale è coinvolto anche il mondo agricolo, prima vittima del proliferare dei suini. Obiettivo del piano, infatti, è di far fronte ai danni che l’eccessiva presenza dei cinghiali nel territorio provinciale provoca al mondo agricolo, soprattutto nel periodo estivo. I danni sono in costante aumento: si è passati dai 16.000 euro del 1994 ai 135.000 del 2006, con un incremento del 1000 % in circa 10 anni. I comuni più colpiti sono quelli a ridosso dei confini del Parco Nazionale: Campli, Civitella del Tronto e Torricella Sicura. L’intervento proposto per il quinquennio 2008/2012 è finalizzato ad interrompere la crescita smisurata della specie procedendo al prelievo selettivo nei periodi in cui si verificano i maggiori danni. Il prelievo selettivo avverrebbe ad opera di selecontrollori (i cacciatori di selezione abilitati dalla Provincia) e di gruppi di cacciatori formati ed istituiti ad hoc dall’ente in collaborazione con gli ambiti territoriali di caccia. “Abbiamo preso atto della situazione di emergenza – spiega l’assessore alla Caccia, Antonio Assogna –e presentato una serie di possibili. Ho assunto l’impegno di riconvocare fra 10-15 giorni tutti i portatori di interesse per valutare i suggerimenti che vorranno avanzare. Il Piano è una base di partenza, uno strumento per cogliere il risultato, imprescindibile, di dare comunque una risposta al problema”. La novità rispetto al passato è la possibilità di attuare piani di abbattimento selettivo anche sul territorio di caccia, oltre che nelle zone di ripopolamento e cattura, nel periodo in cui la caccia è vietata.

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