Emergenza discariche: riunione plenaria

TERAMO – Una cabina di regia per gestire un piano di emergenza insieme ai Sindaci, uno per ogni Consorzio, e ai tecnici della Regione e dell’Arta. Sarà coordinata dalla Provincia e il presidente Ernino D’Agostino provvederà a convocarla entro la prossima settimana. “Un incontro davvero utile e proficuo dove tutti hanno saputo raccogliere nel modo migliore l’invito all’unità, alla collaborazione e alla trasparenza” così ha commentato il presidente D’Agostino secondo una nota dell’ufficio stampa, al termine della lunga riunione che si è svolta alla Sala Polifunzionale, a Teramo, dove tutti i protagonisti, Comuni, Consorzi e Regione hanno avuto modo di confrontarsi per affrontare quella che da più parti è stata definita una situazione “pre napoletana”.  E l’assessore regionale all’Ambiente, Franco Caramanico, ha approvato l’idea di una “cabina di regia” che operi in fretta una scelta “senza alcuna pregiudiziale partigiana o politica ma solo sulla base di valutazioni tecniche operate nell’interesse di tutto il territorio provinciale”. Occorre trovare subito delle discariche dove smaltire i rifiuti teramani, un obiettivo, questo, sul quale tutti sono d’accordo così come sulla necessità di procedere celermente alla costituzione di un unico organismo, l’ATO,  per superare l’attuale frammentazione nella gestione degli impianti. Su l’ATO, il presidente D’Agostino è netto: “Vogliamo arrivare ad una gestione unitaria, trasparente e condivisa”. Anche il nuovo Piano Regionale sui rifiuti incassa, pur se con qualche distinguo, l’approvazione dei presenti. Ma l’attenzione si è concentrata, come era prevedibile sulla questione discariche e sulla scelta di quale utilizzare in attesa di realizzarne una ex novo. Su questa scelta, però, i pareri divergono, e dovrà essere la cabina di regia a dire l’ultima parola.  In provincia di Teramo attualmente è in funzione solo quella del Cirsu e anche questa sarà presto inutilizzabile. Nella ricognizione compiuta dalla Regione, atto deliberativo con il quale si prevede la possibilità di una gestione commissariale in caso di necessità, compaiono 8 siti già esistenti e due da realizzare ex novo; uno a Fonte Baio di Bellante e uno a Teramo a Colle Addina (questi utlimi sulla base dello studio realizzato dalla Provincia). Sulla scelta l’ultima parola spetta ai Sindaci, già alle prese con le proteste di Comitati cittadini contro le diverse ipotesi. Franco Gerardini, dirigente regionale del settore Ambiente, nell’illustrare vantaggi e criticità degli impianti esistenti, si è soffermato su quelli che potrebbero essere utilizzati a breve: l’impianto di Atri; quello di Tortoreto; quello di Sant’Omero. Su questi impianti, proprio in questi giorni, sono in corso i sopralluoghi dei tecnici della Regione, della Provincia e dell’Arta, come ha ricordato l’assessore all’ambiente, Antonio Assogna.   Per la discarica di Corazzano, a Isola del Gran Sasso, ricadente in area di interesse ambientale bisognerebbe chiedere una valutazione di “incidenza ambientale”; per quella privata di Irgine, bisogna attendere l’esito del ricorso presentato dal Comune. Il sindaco di Isola del Gran Sasso, Fiore Di Giacinto, pur dichiarando la propria contrarietà alla riapertura di Corazzano, si è appellato al giudizio dei tecnici: “fate valutazioni comparative che dimostrino ai cittadini la bontà di questa opzione”.  Walter Catarra, sindaco di Notaresco, a proposito della discarica di Irgine “non vuole passare per il sindaco del no, ma non va dimenticato la storia di questa discarica e il fatto che il nostro territorio è già ampiamente compromesso”. Numerosi gli interventi di merito sul Piano Regionale recentemente approvato: “Mi piace anche se non l’ho votato – ha affermato il consigliere regionale di Forza Italia, Paolo Tancredi – perché collega la realizzazione del termovalorizzatore al raggiungimento del 40% di raccolta differenziata: un obiettivo velleitario”. Stefania Misticoni, del Partito Democratico,  ha sottolineato come il Piano restituisca “finalmente un  quadro legislativo ad una materia che per anni è rimasta al palo perché priva di un riferimento regionale” e, ha aggiunto “non si può che apprezzare lo spirito di ritrovata collaborazione perché dover ricorrere ad un commissariamento o ad un’ordinanza regionale sarebbe una sconfitta per gli amministratori del teramano”. Hanno partecipato al dibattito, fra gli altri, il presidente della Team, Lanfranco Venturoni e il presidente dell’Unione dei Sindaci della Val Vibrata, Emiliano Di Matteo.

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