Una frangia del PD attacca la Giunta Chiodi

TERAMO – Duro attacco dei "Democratici per davvero" alla giunta Chiodi. In un lunghissimo documento, la sigla che è facile identificare in un gruppo di attivisti politici non lontani dal PD, elenca " promesse non mantenute, cose annunciate e mai realizzate, intollerabili ritardi su situazioni assai critiche” di cui il Sindaco di Teramo e i suoi assessori sarebbero responsabili.
Le accuse sono circostanziate. Si parte dal parcheggio sotterraneo di piazza Dante, i cui lavori annunciati per lo scorso giugno, ancora non partono. Poi, il centro storico “oggetto della scombinata ed arruffona attenzione di tre assessori. Chi si occupa del traffico chi della manutenzione chi dell’arredo urbano non sa quel che fa l’altro e ognuno per conto suo inanella errori su errori, dimentica gli impegni assunti, annuncia lavori che non iniziano mai”. Non può mancare il Piano del Traffico,che  “ha prodotto solo qualche inversione di marcia” e con i varchi “disattivati a Natale quasi a sconfessarne l’incogruità e l’inefficacia, e che hanno creato molti problemi alle attività del centro storico a causa della mancata realizzazione delle piazzuole di carico e scarico merci”. Non poteva mancare, nell’elencazione, il riferimento al centro commerciale dove “il 90% dell’occupazione è part-time”. Anche il Lotto Zero, nella lente dei DPD “i cui lavori non finiscono mai e rischiano di diventare l’imbarazzante carta d’identità di una città incompiuta e senza possibilità di crescita”. Qualche riga, poi, viene spesa per i “lampioni di viale Mazzini, i grigi, ferroviari, modestucci lampioni che da pochi giorni ornano o disadornano la nostra bella zona verde. Questi lampioni si disseminano lungo tutto il viale e non si arrestano là dove dovrebbero arrestarsi: il monumento ai caduti di Crocetti dove quattro di essi sono ben visibili, incrociano il nostro sguardo, a disdoro del monumento e di tutto il viale che lì si conclude”.
Per queste ragioni, gli estensori del documento ritengono che “ Il centro destra al Comune di Teramo continua a sconfessare le mirabolanti strategie che sono state l’atto costitutivo della sua nascita, la svolta che avrebbe regalato alla città un volto nuovo,  il traguardo di un radioso futuro annunciato dal sorriso accattivante di un bel bambino sei per tre”.

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