La bufala di Sassari

TERAMO – Ha fatto il giro d’Italia quella che adesso può essere definita la "bufala" di Sassari. In tempi di sport violento, di toni troppi accesi, c’è anche chi prova a vendere per gesti da libro Cuore quello che accade invece per regolamento. E’ successo nel corso della partita di serie A1 di pallamano femminile tra la Edil5 Sassari e la Leadercoop Teramo. La giocatrice straniera Chernova, nel tirare un rigore, ha colpito violentemente al volto il portiere biancorosso Cecilia Carini che è rimasta a terra infortunata: la palla è stata raccolta da un’altra giocatrice sassarese, Cucca, che "invece di segnare a porta vuota, ha lasciato la palla rinunciando al tiro", racconta in un comunicato stampa la società sassarese. Peccato che a smorzare i toni enfatici per un gesto eroico, arriva la testimonianza di chi a Sassari c’era: la cucca si è fermata perchè, come prevede il regolamento, gli arbitri hanno tempestivamente fischiato l’interruzione del gioco per permettere il soccorso all’atleta a terra. Macchè fair play! Gesto dovuto (degli arbitri). Piuttosto, nello scambio di precisazioni, la Leadercoop è intervenuta per sottolineare come, a fronte dell’enfasi riservata a una… bufala, è invece passata sotto silenzio l’aggressione, con tanto di pugni in faccia, al dirigente accompagnatore della squadra teramana, a fine partita. Reo (e per questo punito dalla società) di aver alzato il dito medio all’indirizzo della tifoseria locale durante il match.

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