Intemperanze in Consiglio comunale

TERAMO – Ancora intemperanze, per usare un eufemismo, in Consiglio comunale a Teramo. L’assessore Cantagalli si è nuovamente esposto nei confronti di un collega (il consigliere Valdo Di Bonaventura). Seduta sospesa. Intervengono il sindaco e Befacchia e si ricompone. La cronaca è questa, c’è poco di più. Bonaventura, dalla minoranza, chiede al sindaco di intervenire per richiamare l’assessore al bilancio Cantagalli a toni più rispettosi (il riferimento è a una trasmissione di Teleponte in cui l’assessore era stato, evidentemente, poco rispettoso nelle valutazioni sui consiglieri dell’opposizione). A questo punto Cantagalli si alza e tenta uno "slancio" contro Di Bonaventura: lo "slancio" non riesce perchè il sindaco Chiodi e l’assesore Gatti intervengono a trattenerlo. Le parole che accompagnavano il gesto erano equivocabili, significavano "esci fuori che per te ci penso io" (non sono testuali). Si sospende la seduta, sindaco e capo dell’opposizione, Befacchia, vanno nello studio di Chiodi, dopo un po’ entrano i due contendenti e la questione si ricompone. Abbiamo però, esaurito l’aspetto della cronaca, un appello all’assessore Cantagalli:"Per piacere, basta". Assessore, lei è simpatico ai più forse proprio per le sue intemperanze, piace alla giunta e alla maggiornza perchè la ritengono bravo (e non abbiamo motivo ne’ competenza per pensarla diversamente) ma lei, francamente, ha stancato. E forse, assessore, si stanca anche lei con tutti questi "slanci" e questo suo arrabbiarsi. Anche se fa solo finta di arrabbiarsi, creda, alla lunga, si sfianca, come i suoi amati cavalli. Ci permettiamo di ricordare a tutti che la giacca che in Consiglio comunale indossate (o dovreste) serve a mostrare il rispetto per il luogo che ospita l’Istituzione e anche perchè un abbigliamento "ingessato" impedisce l’irruenza del gesto. I suoi colleghi, assessore, (ma non sono tali, perchè lei non è un eletto, uso qui dunque un termine improprio) possono anche permettersi di essere meno intelligenti e brillanti di lei, perchè quella in cui anche lei siede è una sede in cui si rappresenta la Città, in cui si onorano di vivere anche i più stupidi. E guai se non fosse così. Ci promette che ci lascerà tranquilli per un po’? Così persone "rompiscatole" come me eviteranno di ricordarle chi si è seduto su quei banchi e con quale dignità. Franca Scagliarini

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