Agave di Sant’Egidio: disabili senza assistenza

TERAMO – Chi scrive all’assessore Mazzocca la lettera pregnante e addolorata che state per leggere e Loredana Fanini, il presidente dell’"Agave per un futuro diverso o.n.l.u.s".,una Associazione di genitori di diversamente abili di  S.Egidio alla Vibrata che raccoglie adesioni nell’intera Val Vibrata. Eccola. Val la pena che amministratori e cittadini la leggano con attenzione."Dietro questo appellativo altisonante, si nasconde in realtà, la madre di un bambino down di 3 anni, che in questo momento presta la propria voce a tante altre mamme e altrettante famiglie. Il giorno 15 del mese di gennaio siamo stati informati che, le attività svolte dai nostri figli nel centro riabilitativo San.Stef.Ar. del nostro paese, erano state sospese per licenziamento delle terapiste e che comunque, sarebbero state ripristinate nel minor tempo possibile.Attualmente molti ragazzi hanno subito una riduzione delle ore di terapia, altri , i più piccoli, hanno ripristinato il numero delle ore previste, ma non sempre eseguono le attività di cui hanno realmente bisogno in quanto le figure professionali rimaste non possiedono la qualifica specifica. Sono attualmente in servizio infatti i dipendenti di vecchia data già assunti che devono essere comunque utilizzati. Mio figlio ad esempio svolge 4 sedute di terapia settimanale di cui 2 di psicomotricità e 2 di fisioterapia; avrebbe dovuto eseguire solo attività psicomotoria come avveniva precedentemente. Dovrebbe essere aggiunta al più presto una seduta di logopedia secondo il parere dell’equipe socio-psico- pedagogica dell’AIPD di Roma da cui siamo seguiti. Chissà se potremo mai beneficiare di tale lusso? I ragazzi che hanno disturbi relazionali , e che non sono pochi, hanno impiegato anni prima di costruire una relazione significativa con il proprio terapista . Tutto il loro lavoro è stato vanificato ed attualmente medici e psicologi attestano un regresso nello sviluppo di almeno 2 o 3 anni. Alcuni genitori nel terrore di veder regredire completamente i propri figli si stanno organizzando per farli seguire privatamente dalle terapiste ormai senza lavoro. Che fine ha fatto la tanto invocata continuità? Pensi che alcuni dei terapisti non confermati nel loro incarico, lavoravano nel nostro centro da quasi sette anni. Bisogna riconoscere che avevamo un servizio di eccellenza forse unico nella nostra Regione. Le sedute di psico-terapia per i piccoli della scuola materna ed alcuni delle elementari, venivano svolte a scuola durante la mattinata. I terapisti si spostavano negli edifici scolastici dove erano stati ricavati spazi adeguati, per permettere loro di svolgere attività con vantaggi sia per i piccoli, che non dovevano spostarsi ed interrompere per un tempo piuttosto lungo le attività scolastiche, sia per le loro famiglie, che riuscivano a godere di una maggiore autonomia riuscendo anche a riprendere il lavoro.Attualmente i terapisti non possono muoversi ( lo spostamento è tempo perso!) ed hanno messo in ginocchio le famiglie che per 4 o 5 giorni alla settimana eseguono durante la mattinata la seguente trafila: accompagnamento del piccolo al San. Stef. Ar. , attesa di 45 minuti, accompagnamento a scuola. Come mantenere un posto di lavoro, permettere al proprio figlio di eseguire la terapia e frequentare la scuola? Molti hanno dovuto rinunciare al lavoro e creda in una famiglia in cui uno dei figli è disabile il secondo stipendio è una necessità! Il centro è frequentato anche da adulti disabili, padri e madri di famiglia i quali sono stati definiti” soggetti senza obiettivo riabilitativo”  e per questo sono stati immediatamente dimessi! Precedentemente grazie alla fisioterapia riuscivano a muoversi con la carrozzella o con le stampelle. Oggi a distanza di un mese sono  completamente seduti, in evidente stato di regressione… loro stanno silenziosamente facendo posto ai più piccoli! Quale atmosfera si respira però nelle loro case? Siamo stati informati che tali disagi sono stati conseguenza delle disposizioni da Voi dettate alle strutture accreditate per le prestazioni di assistenza riabilitativa ex art. 26 legge 833 n°20, giunta i primi del mese di gennaio del corrente anno ed immediatamente applicate dal SAN. STEF. AR. del nostro paese che fa capo al Centro Villa Pini d’Abruzzo- Chieti. Dottor Mazzocca ci è stata  inculcata l’idea dell’importanza di una adeguata stimolazione dei nostri figli soprattutto in tenera età. Come è possibile trovarsi in una simile condizione? Dobbiamo forse emigrare tutti in altre regioni per veder garantito il diritto di crescita dei nostri figli disabili? Ci state forse chiedendo di accontentarci e di tenerceli così come sono poverini? Su chi è pesato il taglio ed a quale costo? Vi rendete conto della gravità di tale decisione? Non cogliamo piangerci addosso.Vogliamo fornire ai nostri ragazzi la possibilità di sviluppare al meglio le loro potenzialità e lo dobbiamo fare adesso, domani potrebbe essere troppo tardi! Le chiediamo di ripristinare al più presto i fondi che già risultavano appena sufficienti a soddisfare le richieste. Siamo certi che la Vostra sensibilità e la Vostra capacità creativa saprà come e/o dove far pesare o distribuire i tagli.La nostra più che una richiesta burocratica è una supplica accorata e, siccome si tratta dei nostri figli più deboli e quindi più preziosi, troveremo il coraggio, se necessario, di sollevarci e di lanciare al mondo intero il nostro urlo di dolore".

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