Siviglia, è già l’ora di Green

TERAMO – Due punti in palio che possono valere una sostanziosa fetta di salvezza. Al Pala Scapriano sarà di scena domani pomeriggio la Solsonica Rieti ed il Siviglia Wear Teramo è pronto per riprendere la propria corsa verso la permanenza nella massima serie. Abruzzesi e laziali viaggiano entrambi a quota venti in classifica e sono pronti a tutto pur di raggiungere quanto prima la quota della matematica salvezza (fissata a ventisei o ventiquattro punti). In casa teramana, la sfida odierna rappresenterà l’esordio ufficiale di Devin Green, presentato ufficialmente martedì scorso e voglioso di confermarsi giocatore di grande talento: " Non vedo l’ora di scendere in campo perchè sento il bisogno di ripagare la fiducia della società che ha creduto in me. Il gruppo mi piace, l’avversario è al nostro livello: sarà davvero una battaglia". La Solsonica di Lino Lardo, che all’andata inflisse una pesante sconfitta ai biancorossi (non inganni il "modesto" 94-86), ha cambiato completamente pelle in meno di un mese: dopo le partenze di Carter e Sow, sono, infatti arrivati ben quattro giocatori, ossia la guardia bulgara Videnov, l’ala Alejandro Gomez, l’ala/pivot Smith e l’ex playmaker labronico Ingles, peraltro domani assente. La stella è senza dubbio il 26enne playmaker statunitense Morris Finley, che segna 20.1 punti di media, è terzo nella valutazione (20.7 di media) e tira con oltre il 40% da tre, come del resto fanno altri tre suoi compagni di squadra, tra i quali l’ex biancorosso LeRoy Hurd. Oltre ad Hurd saranno altri due gli ex del match, tutti sulla sponda reatina: l’iberico Alejandro Gomez, che ha vissuto a Teramo una breve parentesi di due mesi nella stagione 2003/04, ed il centro Massimiliano Rizzo che ha giocato in Abruzzo ai tempi della serie B1. Sul fronte infermeria forti dubbi in casa teramana sull’utilizzo del play Marco Carra, ancora alle prese con i postumi di una fastidiosa tallonite. Palla a due prevista per le ore 18.15 con direzione di gara affidata ai signori Pozzana di Udine, Begnis di Crema e Longhi di Cantù.

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