Sanità: il perchè di tanta preoccupazione

TERAMO – E per i lettori che volessero approfondire l’argomento riporato qui sotto pubblichiamo integralmente il testo del documento elaborato dal gruppo di lavoro provinciale della sanità, testo che di fatto è stato oggi approvato all’unanimità dal Consiglio. Dunque, un testo contenente analisi e preoccupazioni condivise trasversalmente ai partiti e agli schieramenti. "Il gruppo di lavoro provinciale per la sanità ribadisce quanto già affermato nel documento votato all’unanimità il 23.02.2007, relativo al Piano di Riordino dei Posti Letto della Rete Ospedaliera,  sottolineandone l’attualità e la validità. In particolare sul PSR si osserva che: in provincia di Teramo esiste un sistema ospedaliero, composto dai quattro presidi e dall’insieme di tutte le strutture sanitarie territoriali  e che  quindi ogni valutazione deve partire da questo dato . Lo stato di grave disagio che pesa sugli operatori e sugli utenti, determinato da croniche carenze di organico, da strutture inadeguate, da  strumentazioni obsolete, deve  trovare chiare soluzioni che indichino tempi e risorse per  la loro attuazione. Questi atti sono assolutamente urgenti e necessari e costituiscono una sorta di pre-condizione , in mancanza della quale ogni discussione su modelli, obiettivi, organizzazione è sterile e foriera solo di altro disagio. Tale situazione, essendo straordinaria, richiede interventi straordinari. Chiediamo perciò che la Regione se ne faccia carico trovando le risorse necessarie per ridare alla sanità provinciale, che a differenza di altre ASL non ha contratto debiti, il rinnovamento delle strutture sanitarie,, strumenti, risorse finanziarie e professionalità tali da permettere  a tutti gli operatori di operare con serenità e ai cittadini di avere prestazioni sanitarie adeguate ed efficaci. A ogni ospedale deve essere assegnata una chiara funzione e una specializzazione in relazione sia agli altri ospedali, sia alla configurazione che essi hanno storicamente assunta. Queste scelte devono essere operate ponendo il  sistema sanitario tramano in relazione con i sistemi sanitari delle altre ASL.  Solo con una programmazione regionale, all’interno di una visione complessiva, è possibile e agevole operare quelle scelte generali che configurano un sistema. In questa direzione, riteniamo che al nostro sistema vadano assegnate, così come agli altri, alcune specialità di rilevo regionale rafforzando così il sistema regionale, razionalizzandolo e qualificandone l’intera offerta. Le scelte, per quanto possa sembrare ovvio dirlo, devono essere improntate  a criteri di programmazione, quindi non  possono e non  debbono essere emergenziali né di corto respiro. Non possiamo, come comunità provinciale, accettare, al di là di proclami,  soluzioni che comportino penalizzazioni o riproposizioni di vecchie logiche. La programmazione, ancor di più quella sanitaria, non può permettere l’esistenza di territori considerati minori. Anche alla luce di queste considerazioni e a quelle scelte come chiavi di volta della filosofia del PSR, la scelta di istituire due Aziende Ospedaliere Universitarie appare grave e pericolosa. È grave perché recide alla radice le buone intenzioni espresse, confligge con i valori posti a base delle scelte, è espressione di squilibri e discriminazioni fra i cittadini abruzzesi. È evidente, infatti, che queste due strutture per la loro dimensione e per la quantità di risorse che richiederanno costituiranno i destinatari quasi esclusivi delle risorse finanziarie generali. Ciò produrrà un rafforzamento poderoso di questi due poli con uno speculare indebolimento dell’idea stessa di sistema regionale nonchè, evidentemente, della sua concreta organizzazione. La fornitura di prestazione e servizi sarà offerta in modo tale da determinare squlibri territoriali e lesioni ai diritti dei cittadini. È pericolosa perché nelle fragilità  e nei vuoti della presenza del sistema sanitario regionale, si determineranno aumenti di mobilità passiva, incentivi alla presenza di strutture private che svolgeranno funzioni non complementari, ma interamente sostitutive del pubblico e cha a fondi pubblici largamente attingeranno. Come si vede questa scelta da sola inficia l’intero PRS. Peraltro non si capiscono le ragioni di queste scelte. Le 285 pagine del PSR non forniscono alcun lume al riguardo. L’Abruzzo, per le sue dimensioni, per sua conformazione fisica, per l’assetto urbanistico, per la sua struttura sociale e demografica  non ha affatto bisogno di due AOU. Al contrario, come pure nelle premesse dello strumento di pianificazione è detto, c’è bisogno di un sistema ospedaliero e territoriale articolato, razionale nell’offerta e nelle spese, adeguato alla domanda di salute, efficace nelle cure e nella prevenzione, efficiente nella gestione dell’organizzazione generale, capace di fronteggiare le emergenze , lungimirante nel programmare le linee di intervento. Da qui dovrebbe discendere la scelta strategica di rafforzare la medicina del territorio e la prevenzione, gli ospedali di frontiera, all’interno di un disegno generale di sanità pubblica regionale, che vede nel recupero della mobilità passiva non solo quote finanziare da riportare all’interno del sistema, ma anche una sfida di qualità e di efficienza. A  conseguire questi obiettivi e quelli della piena  soddisfazione della domanda di salute dovrebbe servire il Piano Sanitario Regionale. Per realizzare questi obiettivi proponiamo che il PSR destini un punto percentuale in più delle risorse previste per la prevenzione, alla tutela  della salute nei luoghi di lavoro. Gli studi epidemiologici segnalano l’emergere di nuove malattie, l’addensarsi e il dispiegarsi di criticità, cronicità, emergenze. A questi cambiamenti della domanda di salute, alla sua dislocazione sociale e territoriale devono rispondere la politica e la scienza. Per questi motivi rivolgiamo un pressante appello al Consiglio Regionale affinché respinga l’istituzione delle due Aziende Ospedaliere Universitarie, valuti con attenzione e serenità le proposte e le valutazioni di questo documento e di quello relativo al riordino dei posti letto della rete ospedaliera. Si rimette questo documento al  Consiglio Provinciale di Teramo perché lo adotti con le integrazioni che ritiene e lo rimetta  al Consiglio Regionale perché voglia ascoltare le voci dei territori e delle Istituzioni e che con saggezza e lungimiranza, sappia dare all’Abruzzo uno strumento  per politiche sanitarie eque e solidali". 

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