Centrale di clonazione scoperta dai Cc

ALBA ADRIATICA – Si erano creati un rifugio tranquillo e sicuro per lavorare al riparo da occhi indiscreti in quella che si ritieni avrebbe fruttato migliaia e migliaia euro: clonare carte di credito. Protagonista della vicenda una coppia di giovani rumeni incensurati e nullafacenti arrestati dai carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Alba Adriatica che indagavano sulla loro presenza da tre mesi. D.N.T., 27 anni e la compagna A.N. (22) sono accusati di concorso in clonazione e contraffazione di titoli e ricettazione. I militari li hanno sorpresi nel loro appartamento nel centro di Alba Adriatica: all’interno c’era una sala-laboratorio, un vero e proprio bunker telematico. C’erano diversi computer, masterizzatori speciali, lettori di carte di credito e supporti magnetici rubati. C’erano anche molti codici internazionali rubati, una cinquantina dei quali italiani, facenti parte di uno stock di 400 clonati nei mesi scorsi nel Comasco. Molti altri appartengono a carte emesse da banche egiziane, americane e tedesche. I carabinieri hanno attivato i canali internazionali di protezione delle carte e si stanno incrociando i dati per verificare dove e quando siano state clonate le carte e quanto abbiano accumulato i due o qualcuno collegato a loro. Gli investigatori sono certi che il loro intervento ha permesso di bloccare un complesso procedimento di clonazione che avrebbe immesso sul mercato titoli di pagamento su supporto magnetici doppione. I due sono stati rinchiusi nel carcere di Castrogno a disposizione del magistrato.

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