Sanità: molte assenze al Consiglio provinciale aperto

TERAMO – E’ stato un lungo consiglio provinciale quello di oggi, straordinario, aperto e interamente dedicato alla sanità teramana. Si è concluso con l’approvazione unanime di un ordine del giorno presentato dal Presidente Ernino D’Agostino in cui il Consiglio impegna lo stesso presidente a rivolgersi al Governatore della Regione e al presidente del Consiglio regionale affinchè venga rinviata "in un tempo limitato e definito" l’approvazione del piano sanitario regionale (la data fissata dalla Regione è il 5 marzo). I motivi contenuti nell’ordine del giorno sono la necessità che vengano presi in considerazione i contenuti del documento approvato dal consiglio provinciale già la settimana scorsa (di cui si è abbondantemente parlato) in cui, sempre all’unanimità si esprimono gravi preoccupazioni per come il piano regionale tratta la sanità teramana. Altro elemento che si aggiunge alle già forti preoccupazioni locali nasce adesso dai ben 282 emendamenti al piano (ieri la commissione sanità ha approvato) che stravolgono quanto si conosceva. Un po’ come dire (ed è stato ribadito da tutti):"Già tenevate Teramo come Cenerentola, ci togliete i beni per pagare i debiti contratti fuori da questa Asl, adesso approvate anche emendamenti che ancora non conosciamo e che sappiamo andare in difesa di questa o quella struttura mentre avete respinto gli emendamenti a favore della sanità nostra…peggio di così…". La sintesi insomma è proprio quella dell’ordine del giorno di D’Agostino. Certo, l’argomentare è stato vario, come del resto le assenze. Questo Consiglio nasceva soprattutto per avere attorno alle difficoltà teramane tutti i nostri consiglieri regionali e assessori ma si fa prima a dire chi c’era. C’erano Stefania Misticoni (Pd), Paolo Tancredi (Fi) e Claudio Di Bartolomeo (Italia di Mezzo). Poi c’era il sindaco di Giulianova nonchè rappresentante del Comitato ristretto dei Sindaci, Claudio Ruffini, c’era il presidente dell’Unione dei Comuni della Val Vibrata, Emiliano Di Matteo e Ercole Core (Medici di medicina Generale). Nessun altro: ne’ consiglieri, ne’ assessori, ne’ direttore generale della Asl. Alcuni hanno inviato missive e giustificazioni, altri nemmeno questo. C’erano ovviamente invece i rappresentanti dei Comitati di difesa degli ospedali Val Vibrata, di Atri e di Giulianova. Tra le tante proposte brilla quella, condivisa dai più, di Lanfranco Venturoni di impedire almeno il depauperamento della nostra Asl:"Non vendete i nostri beni per pagare debiti di altri, i beni ce li teniamo e li investiamo per andare avanti con la nostra sanità". La Misticoni ha promesso di rappresentare le difficoltà teramane e di non mollare, Tancredi ha insistito sulla necessità di una lobby forte e organzzata che sin qui non c’è stata, tutti hanno ribadito il contenuto di una frase che invece il Presidente ha proprio pronunciato:"Mai più schiavi". E’ evidente che saranno necessarie trattative e concertazioni per ottenere almeno un po’ del tanto che manca a Teramo e per difendere ciò che le si vuole ulteriormente togliere. Appare oggettivamente difficile che si possa acquisire tanto rapidamente un potere contrattuale che sin qui è mancato. Le posizione disfattiste però non giovano certo a questa causa, così annotiamo un’ultima nota positiva: a consiglio concluso, nella riservatezza dell’ufficio del Presidente si è concordato che una delegazione istituzionale (in cui anche la minoranza sarà rappresentata) spieghi di persona a Del Turco le esigenze e le posizioni teramane.

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