Candidature: risparmiateci gli acchiappavoti

TERAMO – A parte la spasmodica ricerca di esponenti della "società civile" (scusate, i politici che sono? o è una distinzione tra gente "per bene" e gente "per male"?) che già da sola è irritante e preoccupante per il cittadino comune, abbiamo comunque bisogno di sapere che cosa si sta facendo nell’idividuazione di chi poi, una volta eletto, dovrà lavorare. Perchè il punto è proprio questo: la grave condizione del Paese deriva da una serie di incapacità e di colpevoli mancanze umane. Allora, adesso che facciamo? Nella scelta dei candidati nonostante le novità dei due grandi partiti contrapposti si riparte con la ricerca del candidato "più adatto a acchiappare voti", non "più adatto a lavorare a Roma". Così riparte la giostra delle donne benvolute, le graziose, le ammanicate, le professioniste serie, le facce nuove totalmente a digiuno di poltica, le facce vecchie, già sporcate dalla politica. L’individuazione ce la aspettiamo al contrario: trovate uno/a (in questo caso certo che va bene se è una donna) che abbia capacità politiche, senso critico, consuetudine all’ambiente di partito (cioè un curriculum di rispetto, che parta dal lavoro di base), una persona che sappia infilarsi nel tessuto sociale, che sappia come muoversi sul territorio di provenienza ma anche a Roma, che conosca e sappia come collegare un’iniziativa tra Enti locali e Governo centrale. Quando avrete questo, signori dei partiti, vi darete da fare, metterete sotto gli "acchiappavoti" e loro vi aiuteranno a far votare il candidato prescelto. Non potete pretendere che votiamo gli "acchiappavoti" direttamente, gente che poi non da garanzia di capacità alcuna. Basta con la scusa delle quote rosa e del modernismo: le professioniste sono un’ottima cosa ma devono fare le professioniste. I professionisti sono un’ottima cosa ma devono fare i professionisti. Non c’è più tempo per giocare sui fantocci che vanno a Roma e ci mettono tre anni per capire dove sono. Abbiamo bisogno di risposte subito e per questo servono persone adatte alla politica. Visto che ci siamo, ci corre anche l’obbligo (e a dire la verità ci corre "la necessità") di censurare alcuni comportamenti che già si manifestano.E sono purtroppo le donne a far sfoggio di involgarimento nell’esteriorizzazione del potere. Quelle poche donne che abbiamo a rappresentarci ai vertici locali dei partiti, sono spesso inopportune nei modi. La donna impegnata in politica non è una che porta le borse della spesa dentro l’istituzione il sabato mattina perchè ha fatto un giro al mercato e ha comprato qualcosa. Quella altri non è se non una sciocca che mostra se stessa. Purtroppo alcune, come sapete, le abbiamo già. Per piacere, evitatecene altre e soprattutto non facciamo figuracce anche fuori: non le mandiamo a Roma. Franca Scagliarini

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