Nasce un "Centro antiviolenza" per le donne

TERAMO – Nel giorno dedicato alle donne, la Provincia di Teramo intende dare un segno di vicinanza attraverso l’isituzione di un centro antiviolenza che sarà chiamato “La Fenice”. Il Centro, rende noto un comunicato, è promosso dall’Assessorato alle Politiche Sociali e dalla Commissione Pari Opportunità e finanziato con fondi regionali e sarà inaugurato sabato, nel corso di un incontro pubblico in programma nella sala consiliare della Provincia. Il Centro accoglierà donne di tutte le età, italiane e immigrate, vittime di ogni forma di sopruso in famiglia, nel posto di lavoro, nella società. I servizi offerti sono: sostegno nel percorso di uscita dalla violenza, consulenza psicologica, consulenza e assistenza legale, mediazione culturale, ospitalità nei casi di emergenza. Il Centro La Fenice, che anche nel nome scelto rappresenta l’intenzione di fornire gli strumenti per rinascere dalle ceneri della violenza, è gestito e organizzato da professioniste – psicologhe, avvocati, assistenti sociali e mediatrici culturali, opportunamente formate – in grado di aiutare le donne ad uscire dalla spirale in cui sono cadute loro malgrado. Il servizio è gratuito e garantirà l’anonimato. Il Centro Antiviolenza sarà attivo a partire da martedì 11 marzo  e avrà sede in via Taraschi 9 a Teramo (ex Casa dello Sport. All’iniziativa di sabato  saranno presenti il presidente della Provincia, Ernino D’Agostino, l’assessore alle Politiche Sociali Mauro Sacco, la presidente della Commissione Pari Opportunità provinciale Germana Goderecci; la consigliera regionale Maria Rosaria La Morgia e l’assessore regionale alle Politiche Sociali Betty Mura. “L’apertura del Centro – afferma la presidente della Commissione provinciale Pari Opportunità, Germana Goderecci – è una prima risposta alla richiesta di aiuto delle donne vittime di violenza. Bisognerà comunque lavorare sul territorio per elaborare un piano di azione, coinvolgendo attori istituzionali e non e puntando su una stretta sinergia, per far emergere innanzitutto il fenomeno e poi per adottare misure concrete di aiuto e incisive campagne di sensibilizzazione”.

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