Protocollo d’intesa per Tronto e Vibrata

TERAMO – Un canale privilegiato per chi vorrà investire; un gruppo di coordinamento dall’alto profilo istituzionale che individuerà le proposte concretamente finanziabili sulla base di un accordo quadro;  il supporto dell’Agenzia per gli investimenti (ex Sviluppo Italia) per la promozione dell’accordo e dei suoi vantaggi nel mondo dell’impresa. Questi gli aspetti più significativi del Protocollo d’intesa per la reindustrializzazione delle aree Tronto e Vibrata, sottoscritto questa mattina, a Roma, al Ministero dello Sviluppo Economico, dal sottosegretario Alfonso Gianni; dai Presidenti delle Province di Ascoli Piceno e Teramo; dai rappresentanti delle Regioni Marche e Abruzzo. Le informazioni sono contenute in una dettagliata nota dell’ufficio stampa della Provincia di Teramo. Punto di partenza del documento sottoscritto questa mattina, la presa d’atto di una situazione di crisi con gravi riflessi occupazionali, nell’area di confine fra l’Abruzzo e le Marche. Al tempo stesso, però, il Ministero ritiene che in questa stessa area “sussistono specifiche vocazioni produttive che, se opportunamente stimolate, possono generare sviluppo e nuova occupazione”. Ministero, Province e Regioni, quindi, hanno individuato una  “manovra di intervento coordinato, sotto gli aspetti delle iniziative produttive, della confluenza dei finanziamenti pubblici da fonti e da bilanci diversi, dell’organizzazione delle modalità di coordinamento funzionale e di monitoraggio dell’attuazione, nonché la definizione dell’Accordo di programma con cui si procederà all’attuazione degli interventi pubblici e privati”. I settori sui quali si interverrà in maniera prioritaria sono il tessile-abbigliamento; il calzaturiero; il pellettiero; l’elettronico; il metalmeccanico; il polo "automotive" del carbonio; l’agroalimentare; il legno; i settori di innovazione legati alle energie rinnovabili; il farmaceutico; il settore della carta. Non vengono esclusi, però, interventi in settori nuovi se questi saranno valutati strategici dal Gruppo di coordinamento; quest’ultimo sarà istituito a cura del Ministero nel giro di una quindicina di giorni. Oltre ai rappresentanti del Governo sarà composto da un rappresentante per ogni ente locale interessato e si avvarrà del supporto dell’Agenzia nazionale per gli investimenti (ex Sviluppo Italia) e delle parti sociali: associazioni datoriali e sindacati. Il coordinamento individuerà le iniziative produttive e gli investimenti che potranno essere proposti per la reindustrializzazione; definirà le modalità di accesso alle agevolazioni (da quelle previste nella Finanziaria a quelle dei fondi inn dotazione alle Regioni: Fas, Fers e FSE) e, anche, gli interventi di tipo infrastrutturale “a supporto degli insediamenti produttivi”. Per dare concreta attuazione alle iniziative verrà stipulato un accordo di programma. “Il protocollo sottoscritto quest’oggi – commenta il presidente Ernino D’Agostino – riveste un duplice significato. Da una parte pone basi molto concrete per una decisiva svolta nel processo di crescita e di sviluppo di un’area vasta che ha dimostrato una forte vocazione all’industrializzazione e all’innovazione; dall’altra rappresenta il suggello di una collaborazione, a vari livelli, fra i territori teramani e quelli ascolani, da tempo idealmente collegati da dinamiche e processi con caratteristiche comuni”.

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