Il Tar: "Illegittimo il Co.Vi.Co. sull’IZS A&M"

TERAMO – Uno strumento di controllo più politico che tecnico e che di politico ha impregnato il suo atteggiamento di vigilanza sugli atti di un centro di eccellenza quale l’Istituto Zooprofilattico sperimentale dell’Abruzzo e del Molise "G. Caporale", con tutti i rischi di deteriorarne l’attività e il futuro. E’ il Comitato di Vigilanza e di Controllo sugli atti economico-finanziari dell’Izs, la cui sigla è Co.Vi.Co.: l’Istituto, sin dal momento della sua istituzione da parte della Regione, ne ha contestato la legittimità sul piano tecnico e del merito. Oggi, a distanza di quasi quattro anni dal ricorso amministrativo, il Tar ha confermato quanto dall’Istituto sottolineato: il Co.Vi.Co. è illegittimo. “Un successo giuridico che non risarcisce l’Istituto zooprofilattico dei danni all’immagine subiti, ma che rassicura i dipendenti, da troppo tempo ingiustamente allarmati da notizie strumentali in prima pagina”. E’ stato questo il commento del vice direttore vicario dell’IZS A&M, Rossella Lelli, alla conclusione di una spinosa vicenda amministrativa che ha visto riconoscere dal Tar l’illegittimità del comitato, ricostituito nel 2004 con decreto della Giunta regionale abruzzese. L’Istituto ha reso nota la decisione del Tar anche per rispondere attraverso la stampa agli attacchi, definiti “strumentali” di alcuni componenti sindacali del Co.Vi.Co. Questi ultimi, secondo il segretario generale dell’IZS A&M, Giovanni Carusi “hanno fornito alla stampa i contenuti del provvedimento di annullamento del bilancio consuntivo del 2006 dell’Istituto con chiari intenti denigratori. Questo – ha sottolineato – è avvenuto violando le più elementari norme di riservatezza che coprivano alcuni atti di quel bilancio” L’Istituto ha ribadito che valuterà le azioni da intraprendere ai fini del risarcimento dei fondi sottratti alle attività istituzionali per il pagamento dei compensi (circa 300mila euro per la Regione Abruzzo) ai componenti del Co.Vi.Co., organismo dichiarato peraltro “inesistente” dai massimi livelli della stessa Regione che però aveva ricostituito il comitato.

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