L’integrazione socio sanitaria in Abruzzo migliora

PESCARA – "L’Abruzzo non è più agli ultimi posti tra le regioni italiane per il livello di integrazione sociosanitaria. Dalle sperimentazioni e dai risultati emersi, si è capito, infatti, che il lavoro sviluppato in questi anni ha fatto in modo che tutti i territori si abituassero a pensare in termini di integrazione". Lo ha sostenuto, secondo quanto diffuso dalla Regione, questa mattina, a Montesilvano, l’assessore alle Politiche sociali, Betti Mura, in apertura del convegno su "L’integrazione sociosanitaria. Esperienze e prospettive della Regione Abruzzo". "Del resto, non a caso, nel Piano Sanitario appena pubblicato, – ha continuato l’assessore – gli elementi di integrazione sociosanitaria sono punti qualificanti della filosofia di questo fondamentale strumento di programmazione". L’assessore ha poi dato atto della grande collaborazione ricevuta dal settore Sanità auspicando, al tempo stesso, che il potenziamento della medicina del territorio si traduca in concreto in un minor congestionamento delle strutture ospedaliere. "Il 21 marzo scorso, data di pubblicazione del nostro Piano Sanitario – ha esordito l’assessore alla Sanità, Bernardo Mazzocca – metaforicamente si può dire che è nata la primavera della sanità abruzzese. L’integrazione è uno degli aspetti più avanzati all’interno di uno strumento che abbiamo definito un sistema di garanzie per la salute. La parte più innovativa – ha spiegato l’assessore – è il raggiungimento dell’efficacia delle prestazioni a cavallo tra quelle sanitarie e quelle sociali. Uno degli obiettivi principali – ha proseguito – non è tanto quello di ridurre la spesa sanitaria quanto quello di spendere meglio le risorse che ci vengono assegnate. Quella che abbiamo realizzato con il Piano sanitario – ha ripreso l’assessore – non è solo una rivoluzione legislativa ma anche culturale. Abbiamo puntato sull’equità sociale sia in rapporto ai territori che in relazione alle prestazioni assicurate. Ora dobbiamo traurre in concreto questa impostazione". Diverse sono le modalità di integrazione previste nel Piano: da quella istituzionale a quella delle forme di gestione tra gli operatori, a quella professionale che presuppone il concetto di rete. "La Regione – ha ripreso l’assessore – si è riallinetata con le altre sia sul fronte legislativo che sotto l’aspetto programmatico. Un esempio è dato dalle linee guida per i manuali dell’accreditamento definitivo delle strutture sanitarie, manuali ormai prossimi all’approvazione in Giunta". Successivamente, il direttore dell’Agenzia sanitaria regionale, Franco Di Stanislao, ha fornito alcuni dati sul tasso di ospedalizzazione passato dai 280 mila ricoveri del 2006 ai 220 mila dello scorso scorso con un abbattimento di ben 60 mila unità nel settore macroospedaliero. Sono contestualmente diminuiti i day hospital mentre aumentano le attività di day surgery a conferma di una risposta sanitaria più appropriata. Infine, si punta, per la fine del 2009, ad un unico piano sociosanitario, uno strumento unico che porterà alla riunificazione degli ambiti di intervento.

Leave a Comment