Sanità: Abruzzo da commissariare

TERAMO – Niente da fare per l’Abruzzo che si presenta, a causa dei noti problemi riconducibili soprattutto allo "sforamento" con i privati, con una situazione debitoria pesante. Le Regioni con i conti sanitari in rosso "vanno commissariate: è senz’altro questa la strada maestra". Non ha dubbi, al riguardo, il presidente della Commissione d’inchiesta sull’efficacia e l’efficienza del Ssn al Senato Antonio Tomassini (Fi), che, intervenendo a una conferenza stampa ieri a Milano sul tema della sanità in vista del prossimo appuntamento elettorale, bacchetta il Governo uscente per le scelte compiute nei confronti delle cinque Regioni in disavanzo. "Su questo fronte – afferma Tomassini – la strada da battere è quella del commissariamento, di certo non quella scelta dall’Esecutivo con i piani di rientro. Una decisione – accusa – che di fatto si ripercuote sulle tasche di tutti". Ma a difendere a spada tratta la condotta del Governo interviene Emanuela Baio Dossi, senatrice Pd. "Quella del ministro della Salute Livia Turco – afferma – è stata una scelta coraggiosa, compiuta pur tra mille difficoltà. Si è scelto di andare incontro alle Regioni in disavanzo, senza intaccare i Livelli essenziali di assistenza (Lea) e tutelando così tutti i cittadini, senza discriminazioni tra una Regione e l’altra. Perché la salute – incalza – va garantita al di là della posizione geografica". "Inoltre – le fa eco la senatrice Pd Fiorenza Bassoli – i piani di rientro concordati con le Regioni sono anche punitivi nei confronti di chi sfora, visto che il commissariamento è previsto". Ma non applicato come nei programmi, almeno secondo il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni. "Le condizioni per commissariare Lazio e Abruzzo ci sono da ben 14 mesi – tuona il governatore – ma stranamente il commissariamento non è mai scattato. Forse perché – ipotizza – queste due Regioni condividono con il Governo il colore politico".

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