Zone franche contro il disagio urbano

PESCARA – (REGFLASH) – Secondo i criteri dettati dalla delibera Cipe del 30 gennaio 2008, potrebbero essere cinque le città abruzzesi che concorreranno all’individuazione delle Zone franche urbane (Zfu). Le modalità di accesso alle provvidenze, previste dalla Finanziarie 2007, sono state illustrate nel corso di un incontro promosso dall’Assessore alle Attività produttive con le quattro province abruzzesi. L’Assessore ha poi precisato che le zfu ammesse a finanziamento in fase di prima attuazione non saranno più di diciotto, distribuite in modo che in nessuna Regione ce ne siano più di tre. La zfu, introdotta con legge Finanziaria 2007, è un quartiere urbano al quale il Governo decide di attribuire strumenti eccezionali per contrastare i fenomeni di esclusione sociale e favorire l’integrazione sociale e culturale della sua popolazione, in particolare giovanile. Obiettivo della zfu è quindi la lotta al disagio socio-occupazionale nelle aree urbane. La legge istituisce un apposito fondo di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009, prevedendo per le zfu agevolazioni fiscali e previdenziali, con decorrenza dal 1 gennaio 2008, a beneficio delle nuove attività economiche iniziate dalle piccole e micro imprese. Queste agevolazioni consistono nell’esenzione dalle imposte sui redditi per cinque anni, dall’Irap e dall’Ici, dal versamento dei contributi previdenziali. I Comuni nel cui territorio possono ricadere le zfu devono avere popolazione minima di 25.000 abitanti e tasso di disoccupazione, riferito al sistema locale di lavoro cui appartiene il comune, superiore alla media nazionale del 2005. I progetti nelle aree dichiarate zfu sono finalizzati alla riqualificazione delle aree attraverso l’incentivazione, il rafforzamento, la regolarizzazione di attività imprenditoriali localizzate in quelle aree e attraverso interventi socioassistenziali. Le zfu da proporre al Cipe saranno individuate entro sessanta giorni dalla pubblicazione della delibera Cipe dal Ministero dello Sviluppo economico in collaborazione con le Regioni. Sarà la Regione – ha infine precisato l’Assessore – a valutare le proposte progettuali avanzate dai singoli comuni e la rispondenza di queste proposte ai criteri dettati dalla legge riguardo anche all’indice di disagio economico, alla coerenza e compatibilità con politiche e programmi di sviluppo dell’area indicata, opportunità e modalità di cofinanziamento delle stesse. L’assessore ha ricordato che in sede di Conferenza Stato-Regioni sono emerse proposte di revisione dei criteri di definizione delle zfu in relazione ai territori rurali e montani e ai parametri di disagio.

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