Psicologi per la sicurezza stradale

TERAMO – Il progetto “Ruote sicure”, così come realizzato a livello locale, un modello per attuare politiche di educazione alla sicurezza stradale soprattutto nei confronti dei più giovani. Dell’esperienza attuata dalla Provincia di Teramo è stato invitato a parlare a Milano, domani, nell’ambito di un convegno organizzato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore e dall’Ordine degli psicologi della Lombardia, il vice presidente e assessore alla Viabilità Giulio Sottanelli. Il convegno, dal titolo “Lo psicologo del traffico: teorie, esperienze, prospettive”, è rivolto principalmente a psicologi in quanto momento di riflessione e discussione circa i modi in cui la psicologia può offrire il suo contributo al sistema traffico. L’attenzione è focalizzata sulla nascente figura dello psicologo del traffico, di cui saranno analizzati le prospettive di applicazione. “Ruote sicure”, progetto nato nei primi anni Novanta per iniziativa dell’Associazione Unitaria Psicologi Italiani (Aupi), è stato realizzato in provincia di Teramo su iniziativa dell’assessorato alla Viabilita e ai Trasporti. L’obiettivo è quello di contribuire a far nascere e crescere una cultura della sicurezza e della prevenzione dell’incidentalità stradale, attraverso un percorso per l’acquisizione di comportamenti più funzionali e rispettosi di se stessi e degli altri.A Teramo l’Aupi ha sperimentato insieme alla Provincia un modello nuovo con la partecipazione attiva degli agenti di Polizia Stradale e Provinciale, degli istruttori di guida e degli stessi psicologi e un approccio incentrato sull’educazione e il coinvolgimento. Un progetto in corso che coinvolge oltre cinquemila ragazzi.“Siamo onorati – è il commento del vicepresidente Giulio Sottanelli – di aver ricevuto l’attenzione dell’Università Cattolica di Milano, un segno della bontà del lavoro svolto sul fronte dell’educazione alla sicurezza stradale oltre che un riconoscimento al nostro impegno. La formula che abbiamo adottato ha funzionato anche e soprattutto perché tiene conto della necessità di lavorare in sinergia con tutti gli enti e i soggetti interessati”. 

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