Assalto al portavalori, scacco alla banda

TERAMO – Organizzati come un gruppo paramilitare, armati fino ai denti e provvisti anche di apparecchiature in grado di neutralizzare le comunicazioni telefoniche via cellulare nel raggio di un chilometro. E’ la banda che è stata sgominata grazie alle indagini sul primo colpo condotte dai carabinieri del reparto operativo del comando provinciale di Teramo. Composta da sette malviventi, tutti napoletani, ha agito in almeno 20 colpi negli ultimi sei mesi tra l’Abruzzo, le Marche e l’Emilia-Romagna. I militari teramani hanno eseguito una delle ordinenza di custodia cautelare emesse per competenza territoriale dalla magistratura locale, nei confronti di un 34enne napoletano. L’uomo è uno dei tre rapinatori che nel settembre scorso, sulla rampa di accesso all’A-14 dello svincolo di Mosciano Sant’Angelo, a bordo di due autovetture, costrinse a fermarsi il conducente di un furgone portavalori, che trasportava gratta e vinci e tabacchi per un valore complessivo di oltre 50.000 euro. I tre si finsero poliziotti in borghese, bloccarono il traffico e, dopo averlo picchiato, incappucciato e legato, rinchiusero l’autista nel vano bagagli di una delle macchine, prima di liberarlo a circa 100 chilometri di distanza. Le indagini scattate dopo quel colpo hanno permesso non solo di riscostruire il modus operandi e le identità dei componenti della banda, ma soprattutto di impedire loro l’ultimo colpo, nel Lazio: i sette sono stati infatti arrestati in flagranza di reato e rinchiusi nel carcere di Civitavecchia. Le indagini coordinate dal sostituto procuratore Davide Rosati, tendono adesso a individuare quali altri due componenti della banda abbiano agito in complicità con il napoletano arrestato.

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