Sfiorata la tragedia familiare

CASTELNUOVO – Dramma familiare sfiorato ieri sera a Castelnuovo Vomano. Un sessantenne del posto G.D.B., ha dapprima minacciato moglie e due figli impugnando una pistola, poi li ha attesi dentro la rimessa dell’abitazione con l’arma con il colpo in canna, forse per chiudere in maniera tragica la violenta discussione avviata poco prima e alla quale i familiari si erano sottratti fuggendo su un’altra auto. A trovare il sessantenne sdraiato sul sedile di guida dell’auto parcheggiata nella rimessa, con la mani sulla pistola armata e pronta a sparare, sono stati gli agenti della squadra volante della questura di Teramo che erano intervenuti a Castelnuovo dopo la segnalazione di alcuni passanti che avevano assistito terrorizzati alla lite tra l’uomo armato e i suoi tre familiari. Alla richiesta dei poliziotti di scendere dall’auto e di farsi perquisire, l’uomo ha risposto con un atteggiamento minaccioso, infilando una mano in tasca con la chiara intenzione di sparare. Bloccato senza che riuscisse nel suo intento, l’uomo è stato ammanettato e trasferito in questura. Dalla perquisizione della sua abitazione e dei locali della falegnameria dove lavora, è venuto fuori una sorta di arsenale: una pistola lanciarazzi, una carabina, due fucili, un’altra pistola e 900 munizioni di vario tipo per pistola e fucili. Tutto materiale illegalmente detenuto, ad eccezione della carabina ad aria compressa; in più una delle due pistole è risultata rubata ad Ancona alcuni anni fa. Pesanti le accuse nei suoi confronti: violenza e minaccia a pubblico ufficiale aggravate dall’uso delle armi, porto illegale di arma comune da sparo, detenzione illegale di armi clandestine e munizionamenti di vario genere. Secondo la polizia è stato evidente che il tempestivo intervento degli agenti della volante abbia scongiurato una tragedia familiare “annunciata”: "E’ infatti presumibile – si legge in una nota della questura – che l’uomo si fosse appostato all’interna della rimessa, sdraiato nel veicolo, proprio per attendere il rientro della moglie e dei due figli che avrebbero dovuto necessariamente percorrere un tratto di strada davanti al suo veicolo, per poi dare sfogo agli istinti peggiori, come comprova il cosiddetto ‘colpo in canna’ che consente, come noto, solo premendo il grilletto, di esplodere colpi a ripetizione".

 

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