Udc: perchè Adornato ha scelto l’Abruzzo?

TERAMO – Da 48 ore si rincorrono le prese di posizione contro l’esclusione del già parlamentare abruzzese Rodolfo De Laurentiis a vantaggio di Ferdinando Adornato. Val la pena forse di riflettere con una breve ricostruzione dei fatti. Ferdinando Adornato si candida in Campania alla Camera e lì viene regolarmente eletto. In Abruzzo si candidano (primo, secondo e terzo posto), Pier Ferdinando Casini, Ferdinando Adornato (personaggio politico di primo piano) e Rodolfo De Laurentiis, peraltro parlamentare uscente. In Abruzzo, nell’Udc, viene eletto solo Casini. Lui rinuncia, subentra Adornato. A questo punto il progetto (è evidente che fosse andato bene, cioè con margini di sicurezza, allo stesso De Laurentiis ed ai vertici abruzzesi che oggi piangono per la sua esclusione) prevedeva: Adornato eletto altrove (come di fatto è avvenuto), rinuncia ed entra l’abruzzese. Invece no, quando il progetto doveva concretizzarsi (ma proprio all’ultimo momento) Adornato rinuncia alla Campania, all’elezione legittima ed entra in Abruzzo, in sostituzione di Casini. A dispetto delle aspettative di De Laurentiis. Può essere così? Certo che no. E’ evidente che l’Udc in Abruzzo è spaccato, è evidente che De Laurentiis non abbia mai svolto ruolo da collante (anzi, spesso i suoi interventi hanno "spaccato") ed è altrettanto evidente che a questo punto lo stesso Casini ha voluto un altro al posto suo. Quel che resta da vedere è quanto siano sincere le recriminazioni di questi giorni dei vertici abruzzesi dell’Udc che non si sentono rappresentati a Roma. E a proprosito di sentirsi rappresentati forse si aspettano qualcosa anche gli elettori dell’onorevole Carla Castellani (che tra Camera e Senato è tornata a Roma per la 4a volta). Proprio il giorno dei risultati elettorali aveva dichiarato a www.emmelle.it di sentirsi pronta e di volere un incarico di maggior spessore, questa volta. Il suo Fini, annunciò, avrebbe dovuto tenere conto del lavoro, della serietà e dei successi raccolti sin qui. Da allora non si è ancora sentito nulla, mentre per la Pelino (Pdl anch’essa), si parla di sottosegretariato.

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