Nel libro "La deriva" la "grandeur" dell’Università di Teramo

TERAMO – Nel giorno dedicato alla libertà d’informazione vale proprio la pena di soffermarci su un fatto tutto teramano. Ieri sera, a Matrix, la trasmissione di Mentana su Canale 5, in molti avranno seguito con curiosità la presentazione del nuovo libro di Stella e Rizzo, "La deriva". Per capire meglio, il seguito de "La Casta". Questa volta nella impietosa e terribile descrizione (fatta di numeri e dati e testimonianze) di corruzioni, aggiustamenti, favoritismi e spese scandalose ci sono anche alcune università italiane. Tra queste c’è l’università di Teramo, che trovate a pagina 213 con tutte le cifre delle spese (definite di "grandeur") che all’epoca del rettore Luciano Russi vennero effettuate e che suscitarono scalpore a Teramo. Ma a pagina 213 trovate anche come ci sono arrivati gli autori del libro alle spese del rettore Russi per l’auto di rappresentanza, il proprio studio, il cucinino e tutto il resto. A realizzare una serie di servizi sull’argomento fu "Il Cittadino" (attuale "La Città"), nel 2005, diretto da Antonio D’Amore. Si cominciò a marzo con il mensile e poi si proseguì sul quotidiano. Sulle spese non torniamo: sono nel libro e con ogni probabilità le troverete domani di nuovo sul quotidiano "La Città". Noi ricostruiamo che cosa accadde all’epoca di quei fatti. Vediamo quali furono le reazioni all’articolo a firma Alessandro Misson (nel libro trovate anche lui). "Con l’università – ricorda Antonio D’Amore – ci fu una sorta di "botta e risposta" e loro verificarono anche un anno di telefonate per accertare chi, dall’interno, ci avesse passato i dati". Arrivò anche un inviato de "Il Giornale" che si occupò dell’appartenenza politica di Russi che invece, ovviamente, non era in discussione. Ma denunce ve ne furono? "No – assicura il direttore – le hanno minacciate ma non le abbiamo viste". Così come non si videro prese di posizione da parte della politica e delle istituzioni locali sulle spese sostenute, peraltro con procedura d’urgenza "senza gara d’appalto – spiega ancora il direttore de "La Città" – perchè doveva arrivare Ciampi in visita a Teramo. Il Presidente della Repubblica venne ma all’università non ci andò". Dicevamo: nessuna presa di posizione. Per l’esattezza Rifondazione Comunista intervenne chiedendo chiarezza, ma pare proprio che fu l’unico partito, perchè poi da destra e da sinistra invece arrivarono solo documenti di solidarietà nei confronti dell’università. Tutte posizioni rispettabili e senz’altro corrette ma sulle spese? "Niente. Nessuno parlò mai". Ma come..tutti sempre a insistere che quello che manca è il giornalismo d’inchiesta..Qualcosa evidentemente non funziona. Forse lo spiega il libro che cosa è. 

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