Confartigianato: drammatica analisi delle infrastrutture locali

TERAMO – La Confartigianato Imprese Teramo, in una dettagliata nota sulle infrastrutture teramane, ricorda che una provincia che non abbia un porto, un aeroporto, una ferrovia, “non ha futuro e nessuna speranza di crescita economica, sicuramente determinante oggi per la sopravvivenza delle nostre imprese, e domani per veder realizzate le proprie aspettative grazie anche a queste infrastrutture la cui carenza le ha fortemente penalizzate”. La Confartigianato, “come molte volte suggerito dal presidente Luciano Di Marzio ai politici provinciali”, chiede a gran voce di lavorare tutti insieme, forse per la prima volta, per la crescita della nostra provincia che da anni subisce passivamente la penalizzazione nella distribuzione delle risorse nazionali e regionali sulla viabilità per la quale riscontra senza ombra di dubbio tutti i guinness dei primati per la mancata realizzazione di svariate infrastrutture: autostrada Alba Adriatica-Civitavecchia, Lotto zero, San Nicolò-Garrufo, TeramoMare, Teramo-Val Fino, Teramo Ascoli e Pedemontana, tutte opere i cui lavori si protraggono da oltre venti anni o non sono mai iniziati. Non risultano casi analoghi in tutto il territorio nazionale. Sono tante le richieste “che possiamo rivolgere  al nuovo governo – spiega Di Marzio – e spero che tutti, Deputati, Senatori, Assessori e Consiglieri Regionali eletti nella provincia di Teramo sia di maggioranza che di opposizione, Presidente della Provincia di Teramo, Sindaco di Teramo e tutti gli altri sindaci della nostra provincia, decidano di lavorate insieme per il bene e la crescita della nostra provincia”. E parla della mancata attivazione degli autoporti di Villa Zaccheo e di Roseto: “purtroppo, e non riusciamo a comprendere i motivi, –  sottolinea il presidente Di Marzio – ne’ il governo regionale di centro destra prima che di centro sinistra dopo sono riusciti a superare questa impasse. Ricordiamo che sono stati spese oltre 20 miliardi di vecchie lire e oggi li vediamo abbandonati al degrado, quando da tantissimi anni gli autotrasportatori attendono di poter usufruire di queste strutture, che potrebbero almeno in parte soddisfare le esigenze della categoria. Lasciamo a voi le deduzioni conseguenti". E’ arrivata l’ora di dare un segnale diverso alle imprese che la Confartigianato rappresenta, ma a tutte in generale, in quanto per superare il difficile momento abbiamo bisogno di investimenti di un certo peso e quindi, poiché abbiamo ascoltato in campagna elettorale “la volontà del nuovo governo del Popolo della Libertà  di una ripresa immediata delle grandi opere, quale migliore occasione è quella di proporre per la nostra provincia alcune delle grandi opere come quelle che da tanto tempo il presidente Di Marzio ha proposto nei vari incontri per il rilancio dell’economia nel nostro territorio”? Non si comprende quando leggiamo sui giornali regionali che si cercava per l’Abruzzo un altro sito per un nuovo aeroporto in alternativa a quello di Pescara, qualcuno proponeva Ortona, altri le piane di Navelli; per l’alta velocità ferroviaria si proponeva la  Pescara-Roma opera faraonica e costosissima e quindi quasi impossibile da realizzare. “Non capisco come mai parlamentari e assessori regionali della provincia di Teramo – prosegue Di Marzio – rimangono in assoluto silenzio su queste proposte invece di dire a gran voce che la provincia di  Teramo ha tutte le carte in regola per la realizzazione di queste opere”.Come mai non si propone l’alta velocità ferroviaria da Teramo fino a Roma? Si domanda nella nota. “Se ci sono difficoltà saremo al limite disposti a sacrificare  una canna del traforo del Gran Sasso. Per ultimo, vorrei proporre la candidatura del porto di Giulianova a porto commerciale della Regione Abruzzo.

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