ITC: lo stato dell’arte in provincia

TERAMO – Un patto con le istituzioni per la nascita di un distretto tecnologico. E’ questa la proposta avanzata dai rappresentanti di Confindustria Teramo per il comparto del Terziaro avanzato, alla luce dei dati lusinghieri di una ricerca condotta sulle 1.104 imprese della categoria (il 26% del totale regionale) che vede le aziende locali altamente qualificate e in grado di riscuotere riconoscimenti a livello nazionale per competenza e know how. "Apprezzamento che non ci viene riconosciuto a livello locale, – ha dichiarato in conferenza stampa Cesare Zippilli, presidente della sezione Terziario Avanzato- in una economia che si baserà sempre più sulla conoscenza e sugli aspetti immateriali, occorre che le istituzioni facciano ricadere gli investimenti nel settore dei servizi innovativi. Secondo il presidente di Confindustria Teramo, Nicola Di Giovannantonio, sarebbe auspicabile incentivare la formazione e la comunicazione delle produzioni di qualità, che pur essendoci in Provincia, non sono sufficientemente percepite e andrebbe ricercata una sinergia tra gli attori del territorio, imprese, istituzioni pubbliche e private, università e centri di ricerca.Tra le proposte avanzate dall’imprenditoria del terziario avanzato, oltre l’idea di un distretto tecnologico dell’informazione, c’è la richiesta di una promozione dell’outsourcing (esternalizzazione dei servizi) a cui la pubblica amministrazione andrebbe sollecitata e che consentirebbe un taglio dei costi alzando allo stesso tempo il livello professionale dei dipendenti. Sostanzalmente andremme semplificata la burocrazia affidando, ad esempio, all’esterno servizi di archiviazione. Tra le azioni necessarie per rendere competitiva la produttività della provincia, sarebbe necessario inoltre, secondo Cesare Zippilli, un nuovo rapporto con il fisco, come l’abolizione dell’Irap, e il superamento del "nanismo" delle aziende locali che dovrebbero essere capitalizzate aggregandole alla crescita dimensionale del sistema.

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