Riccitelli: è possibile prenotare la stagione 2008/09

TERAMO – Ecco il testo della nota che la Società della Musica e del Teatro “Primo Riccitelli” di Teramo ha diffuso stamani. “La Società della Musica e del Teatro "Primo Riccitelli" informa gli abbonati alla Stagione teatrale appena conclusa che ha predisposto per loro la possibilità di esercitare il diritto di prelazione per la Stagione di prosa 2008-2009. La conferma del posto occupato quest’anno potrà avvenire al botteghino del Teatro Comunale (dal lunedì al venerdì dalle ore 10 alle ore 12 e nei pomeriggi di martedì e giovedì dalle 17 alle 19) dal 19 maggio al 6 giugno, presentando il vecchio abbonamento e lasciando un anticipo di 50,00 euro, a titolo di impegno sulla sottoscrizione del nuovo abbonamento. La IV Stagione di prosa sarà presentata al pubblico nei primi giorni di settembre. Dal 10 al 19 settembre chi ha già confermato il proprio posto potrà confermare l’impegno completando il pagamento dell’abbonamento o recedere il diritto di prelazione esercitato recuperando l’acconto versato. A partire dal 20 settembre partirà la nuova campagna abbonamenti. La Riccitelli, con questa iniziativa, si auspica di ridurre quanto più possibile eventuali disagi e di offrire un ulteriore incentivo alla rinata ed entusiasmante partecipazione al mondo del teatro”. Sin qui, la cronaca. Ora la riflessione. Premesso che non si può che essere grati alla Riccitelli per gli sforzi di produzione e di richiamo al teatro che compie con ottimi risultati, è altrettanto evidente che quando si parla di cultura l’espressione “diritto di prelazione” stona. E parecchio. Peraltro la decisione della prelazione, pure in uso negli sport maggiori cittadini, costruisce rapidamente una “città ad excludendum”, cioè l’opposto del concetto di città, che invece accoglie, raccoglie, mette in relazione e sviluppa. Come il teatro, ovviamente, in cui si condividono, con pari opportunità, fruibilità dello spettacolo e..posti a sedere. Tramontata l’epoca dei banchi di Chiesa “di famiglia”, si sorteggiano persino i posti al cimitero. Perchè un posto a teatro deve restare per anni e anni “di qualcuno”? Qualcun altro non accederà mai, così facendo, ai posti migliori. Più di 20 anni fa, quando purtroppo vedevamo il peggio della società e questa città era irrimediabilmente in mano a chi faceva valere i propri diritti di appartenenza sociale a danno di altri (altro che Casta!), pure il Comune stabilì che ogni anno gli abbonamenti si sarebbero azzerati a fine stagione, per ricominciare con le assegnazione ad ogni inizio stagione successiva. E’ vero che la benemerita Riccitelli non è il Comune e non ha certo gli obblighi di un amministratore alla cosa pubblica ed è ovvio che debba trovare formule economiche che le consentano il grande sforzo organizzativo e culturale che fa e che diffusamente viene riconosciuto. Ma c’è un obbligo sottile di allineamento alle caratteristiche di democrazia del luogo in cui si vive che non possono essere ignorate. Nessuna polemica, dunque, se non lo spunto di riflessione e dibattito, come è nella logica della Riccitelli e della cultura che porta in sè.

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