Economia: le imprese teramane resistono, le famiglie meno

TERAMO – Una crescita imprenditoriale del 2%  che vede la provincia di Teramo quinta in Italia, un ritorno alla crescita delle esportazioni e un rallentamento dei consumi delle famiglie. È il quadro che emerge dal rapporto della “VI giornata dell’economia”: la provincia di Teramo ne esce con un consolidamento dei virtuosismi e con  un andamento in linea con i parametri nazionali. Un rallentamento marcato si registra a livello dei consumi delle famiglie, in particolare per i consumi non alimentari a cui fa eco un arretramento del valore del patrimonio medio per famiglia. A livello di produttività industriale per addetto, quella di Teramo è tra le ultime province in Italia in termini di redditività, mentre segnali positivi arrivano dalle esportazioni, ritornate a crescere dell’8,5%. Dal rapporto emerge una crescita imprenditoriale che è superiore alla media italiana e regionale e che si assesta sul +2,1% . I settori: crescono quelli dell’edilizia e dell’intermediazione creditizia, mentre cedono i comparti abbigliamento e alimentazione. Una nota stonata emerge “dall’economia rosa”, infatti se da un lato il tasso di crescita  dell’1,4% dell’imprenditoria femminile colloca Teramo al 23esimo posto in Italia, si osserva invece che gli aumenti occupazionali di 2.000 unità riguardano esclusivamente la componente maschile. Insomma restano invariati i dati relativi all’occupazione femminile, segno che il dinamismo si registra soltanto a livello imprenditoriale.

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