Il ciclone Cantagalli nei commenti politici

TERAMO – Il ciclone Cantagalli ha travolto e sconquassato il Consiglio comunale di Teramo. Le sue dimissioni hanno messo a rumore l’ambiente della maggioranza e costretto il sindaco Chiodi a interevnire con una dichiarazione, per così dire, "stemperante". I commenti sono stati tanti nella giornata. Ha iniziato il coordinatore della minoranza in Consiglio, Lino Befacchia: «E’ in crisi il sistema di potere – ha dichiarato a caldo -. Quello che accade adesso era stato preannunciato in passato con i casi di Rudy Di Stefano e gli abbandoni di Di Bartolomeo e Gambacorta». Per Befacchia «è il suggello di una crisi e l’evidenza che anche la giunta non è così compatta come vogliono far credere». Con una forte critica, è intervenuta anche la segretaria del Pd di Teramo, Manola Di Pasquale: «Le dimissioni dell’assessore Cantagalli confermano quanto già da tempo sostenuto dal Partito Democratico, ossia che non esiste alcun “modello Teramo” da esportare e prendere ad esempio. La sempre sbandierata unità politica del Sindaco Chiodi vive la nuova ennesima e drammatica smentita. Colui che è stato negli ultimi quattro anni l’uomo “forte” di questa amministrazione; il “cuore” tecnico e politico della Giunta Chiodi; colui che risolveva tutti i problemi, colui al quale era demandato l’attacco politico frontale alla minoranza consiliare, all’amministrazione provinciale, alla regione Abruzzo ed anche al Governo Prodi, non solo in aula ma anche sui mezzi di comunicazione, senza avere ottenuto una legittimazione elettorale, ha clamorosamente abbandonato il progetto Chiodi criticandolo decisamente. Fernando Cantagalli, dunque, dopo essere stato direttore generale del comune guidato da Angelo Sperandio, è diventato il “Sindaco Ombra” della prima giunta di centro destra di Teramo ed oggi ha scoperchiato la pentola lanciando precise e circostanziate accuse di mala gestione del personale, uso elettorale delle carriere e scarso impegno dei colleghi assessori. Il Partito Democratico chiede trasparenza e che venga fatta immediatamente chiarezza dal Sindaco in merito alle dichiarazioni rese dall’assessore dimissionario, mediante discussione immediata nel primo consiglio utile e non già tra dieci giorni come imposto dalla maggioranza. I gravi fatti denunciati da Cantagalli devono essere trattati prima di qualsiasi altro argomento nel rispetto della trasparenza amministrativa e della città di Teramo». A difendere il "modello Teramo" c’è il capogruppo consigliare Uds, Alfonso Di Sabatino: «Il modello Teramo non è in crisi, visto che non è nato come modello di unità politica ma come modello di risultati". Di Sabatino lo ha detto a www.emmelle.it in risposta ai commenti di Manola Di Pasquale: «Non è certo a lei che si devono risposte. Certo, quello che ha detto Cantagalli – prosegue Di Sabatino – è stato detonante. Va ponderato e commentato nelle sedi istituzionali. Il primo tavolo politico credo ci sarà sabato e non credo sia il caso prima di allora di parlare di situazione politica». Ma il capogruppo non si sottrae ad alcuni commenti su Cantagalli, che nel tempo, a suo avviso, troppo spesso, da tecnico ("Visto che è un tecnico, che dice di essere un tecnico") "ha debordato", come nel caso di oggi «senza rispetto per il voto dell’elettorato». Rispetto alla situazione che si profila all’orizzonte un’unica, secca promessa: «Ci regoleremo di conseguenza».

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