Attenzione a chi ci cura e l’omeopata deve essere medico

TERAMO –  Tolta l’insulina alla diabetica, la stessa muore. E’ un’equazione, purtroppo. In tervengono sul doloroso fatto la Società italiana di omeopatia e medicina integrata (Siomi), che spiega il proprio ruolo, e la Federazione degli Ordini dei medici, che accusa le superstizioni e l’eccesso di credulità.
(Docotrnews) – Dopo la morte della ragazza diabetica cui "un sedicente medico avrebbe sospeso la terapia insulinica", la Siomi precisa che "nessun medico, classico o esperto in omeopatia, la cui deontologia impone scienza, coscienza e ‘primum non nocere’ toglierebbe mai l’insulina, un farmaco salva-vita, a un paziente con diabete di tipo 1, insulino-dipendente". La sospensione della terapia insulinica è "un comportamento delittuoso, al di fuori dalle norme etiche e scientifiche della medicina". La tragica fine della ragazza diabetica fiorentina "è conseguenza di un fenomeno di malpractice della medicina – prosegue la Siomi – di abusivismo della professione medica". In questo momento i 1.270 medici della società, due terzi dei quali lavorano nel Ssn come medici e pediatri di famiglia, ospedalieri e universitari, ribadiscono con forza che "la medicina omeopatica è un ulteriore strumento di cura da porre a fianco e a complemento della medicina classica; il medico omeopata sceglie lo strumento di cura migliore per il suo paziente, sia un farmaco convenzionale oppure un medicinale omeopatico, con scienza e coscienza e senza partigianerie. Un medico omeopata è medico due volte, dovendo conoscere, saper applicare e scegliere tra medicina classica e medicina omeopatica, a seconda della situazione clinica che deve gestire". Con queste parole la Siomi esorta gli Ordini dei medici a schierarsi in favore della complementarietà in medicina, e ad approntare registri appositi per i medici esperti in medicine complementari. Non solo. "Occorre una legge di riconoscimento della medicina omeopatica come terapia medica praticata esclusivamente dal medico, e secondo i criteri dell’alleanza terapeutica con la medicina classica tipici della medicina integrata". Una misura "urgente e indispensabile, per tutelare la professionalità dei medici omeopati e per proteggere i cittadini dai fenomeni di abusivismo della professione medica, purtroppo possibili in assenza di una legge dello Stato".
Basta con la vendita di false speranze. Il presidente della Federazione degli Ordini dei medici (FNOMCEO), Amedeo Bianco, dopo la morte della giovane paziente diabetica per aver sospeso l’insulina, prende posizione contro chi specula sulle speranze, e la pelle, dei malati. "La tragica morte della ragazza fiorentina, dopo la sciagurata sospensione della terapia insulinica, consigliata da un soggetto di cui ci è ancora ignoto il profilo di qualificazione – sottolinea Bianco in una nota – fa emergere il problema di aree illegali e oscure che vendono speranze di salute e benessere. E’ sconcertante che, in un’epoca di straordinari sviluppi della scienza biomedica, e di grandi successi nel debellare o contenere vecchie e nuove malattie, ci possa ancora essere qualcuno che vende pericolose falsità e terribili trappole per la libertà, la dignità, la vita stessa delle persone", rileva Bianco. E assicura: "Non abbassiamo la guardia e teniamo invece alta l’attenzione sulla qualificazione dei professionisti che gestiscono il bene più grande del singolo e della collettività, la salute. Ogni novità e ogni suggestione in questo campo non può non mettere al centro la garanzia dell’efficacia e della sicurezza delle cure. Fuori da questi recinti non c’è la libertà, ma la prigione delle superstizioni, delle speranze disperate e di un diritto violato".

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