Braga e Nuove Armonie: che resti la cultura

TERAMO – Riteniamo, noi di www.emmelle.it, che sia il momento di puntualizzare alcuni fatti relativi alla cosiddetta “cultura a Teramo”. La polemica che da qualche tempo “tiene” tra il Braga e Nuove Armonie sta rivelando una serie di fatti che non sono più da sottacere. Partiamo con il ricordare a tutti dove sta, in tutto ciò, l’informazione. L’informazione (con i suoi operatori) sta tra chi detiene il dato da diffondere e chi lo riceve (il pubblico). Il mondo dell’informazione ha un obbligo: informare il pubblico. Questo implica ovviamente che ci sia giustizia ed equilibrio nel raccogliere i dati, dunque che si sia giusti con la fonte. Ma lo scopo del giornalista non è certo quello di essere giustiziere tra due che hanno un dato da diffondere, il giornalista è garante presso il pubblico. Il chiarimento serve a spiegare perché non ci piace la piega che la questione cultura sta prendendo. La polemica tra il Braga e Nuove Armonie in questo momento è anche rivolta ai giornalisti. Cominciano le graduatorie e le insinuazioni:”Questa parte di giornalisti si comporta bene, quell’altra subisce la politica che è intervenuta e quindi nasconde alcuni fatti”. Troviamo grave quanto accade. L’informazione non deve manipolare, gestire, spostare e supportare ma non è nemmeno giusto aspettarsi che lo faccia o sollecitarla a farlo. L’informazione deve capire, illustrare, spiegare. In questa fase peraltro, riteniamo che non si possa parlare di vera cultura ma piuttosto dell’esercizio del potere che alcuni in città detengono. Sono pochi (se il lettore si sofferma a pensarci un momento condividerà), tanto da tenere il conto sulle cinque dita, coloro che a Teramo stanno nella cultura intesa come potere di gestione di organizzazioni e fondi. Bene, buon per tutti se fanno cose buone, male per tutti se invece l’esercizio del potere è fine a se stesso. Attenzione, ci pare che siamo in una fase di stallo che immiserisce il dibattito e costringe chi come noi si sente garante nei confronti del pubblico, a chiamarsi fuori.

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