Papillomavirus: non c’è corretta informazione

TERAMO – Manca una informazione corretta sul vaccino contro il Papillomavirus. E’ l’allarme lanciato da Germana Goderecci, presidente della commissione Pari opportunità della Provincia di Teramo, che in una nota, che di seguito pubblichiamo, invita gli enti preposti ad una corretta informazione sul vaccino per difendersi dalla diffidenza con cui si parla del farmaco. Questo il testo:

“Puntare sulla prevenzione per sconfiggere il carcinoma della cervice uterina: è questa la vera arma che noi donne abbiamo per combattere una malattia che, in Italia, colpisce 3.500 donne ogni anno. Oltre al pap- test, oggi, la prevenzione passa anche attraverso la vaccinazione  contro il Papillomavirus. L’uso del vaccino negli Stati Uniti risale al 2006, lo stesso anno in cui l’Organizzazione mondiale della sanità ha pubblicato una guida per l’introduzione dei vaccini anti Hpv per ragazze di età compresa fra i 9 e i 13 anni. Anche il Css (Consiglio superiore della sanità) ha espresso all’unanimità parere favorevole e, notizia dell’ultima ora, l’Agenzia europea del farmaco (Emea) ha approvato un vaccino quadrivalente contro il cancro del collo dell’utero. Ma anche di fronte a simili pareri scientifici e a sperimentazioni che confermano la efficacia e la non pericolosità dei vaccini contro alcuni tipi di Hpv, c’è chi tende ad insinuare nell’opinione pubblica l’idea della inutilità del farmaco.  Potrebbe essere una ulteriore e pericolosa “malainformazione”, fatta  sulla pelle delle donne, che ha già prodotto un effetto negativo sull’accettabilità del vaccino nel nostro territorio. Infatti, ad oggi, la Asl di Teramo presenta il più alto tasso di rifiuto (circa il 30%) rispetto alle altre 12 Aziende sanitarie italiane che sono oggetto di uno studio commissionato dal Ministero all’Istituto Superiore della Sanità sulla fattibilità del vaccino. Vista l’attualità dell’argomento e la sua rilevanza  medico-sociale, sarebbe auspicabile che gli enti preposti, quali Asl e Ordine dei medici, ristabilissero un’informazione corretta sulla validità del vaccino chiamando in contraddittorio anche chi guarda con diffidenza l’uso del farmaco. Un eventuale allarmismo ingiustificato potrebbe, infatti, avere effetti futuri devastanti sulla salute di tante giovani donne che, tra l’altro, non possono essere chiamate a decidere, vista la loro età". Germana Goderecci. 

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