Nuove Armonie:"Conflitto di interessi tra teatro Comunale e Riccitelli"

TERAMO – Nuove Armonie entra decisa nel dibattito culturale. Lo fa sollevando un argomento (verrebbe da dire "scoperchiando una pentola") che per anni è stato mormorato ma mai esplicitato e di conseguenza analizzato. Dunque, non c’è mai stata ovviamente una risposta. A cui www.emmelle.it è altrettanto ovviamente aperta. Aspettiamo risposte, anzi ci permettiamo di sollecitarle, dal presidente della Riccitelli, dalla società che gestisce il teatro Comunale, dal sindaco di Teramo, chiamati tutti in causa per il monopolio che di fatto si sarebbe creato e che toglie al teatro l’indispensabile caratteristica di apertura all’esterno. Ecco l’intervento di Nuove Armonie.
"Abbiamo sempre cercato, tramite l’associazione Nuove Armonie che rappresentiamo, di prendere posizione nelle questioni culturali cittadine solo quando le stesse assumono caratteri di indifferibilità e di evidenza tali da non poter evitare il pieno coinvolgimento: oggi siamo convinti che un nuovo tema debba essere affrontato senza paura di dire le cose come stanno.
Ci riferiamo allo snodo NUOVO TEATRO-VECCHIO TEATRO.
Per quanto riguarda il Nuovo Teatro, noi di Nuove Armonie abbiamo già 6 mesi fa espresso il nostro disappunto sulla metodologia non democratica utilizzata dalla giunta Chiodi, criticando il mancato coinvolgimento diffuso nella progettazione e nella utilizzazione della struttura. Nulla ci è stato risposto. Appoggiamo con forza le ultime polemiche suscitate dal Prof. Bosi e dal Prof. Di Marco, che hanno riproposto e ampliato le nostre istanze. Come si fa a ignorare chi chiede più democrazia sulle scelte della cosa pubblica? Ma la cosa che più suscita il nostro sconcerto è la notizia che leggiamo sulla gara deserta per la gestione del Vecchio Teatro. Dov’era pubblicizzata la gara per la gestione del Vecchio Teatro? Dove era scritto? L’assenza di offerte ha garantito, di fatto, il mantenimento dello status quo nelle mani della gestione Spinozzi. Vogliamo dirla tutta? Il Vecchio Teatro è un luogo infelice, nato da un evento infelice (l’abbattimento di un gioiello), progettato in maniera infelice (l’impraticabilità del graticcio, l’assenza di spazio nelle quinte, la mancanza di norme di sicurezza, la mancanza di una buca, la pessima acustica etc etc…), e infelicemente amministrato dalla Signora Spinozzi, la cui gestione con questa lettera contestiamo fortemente. La gestione Spinozzi è la stessa che in tanti anni non ha dimostrato amore per il teatro, risparmiando su tutto: su materiali, sulle sedie, sui tendaggi, sulla pavimentazione (linoleum), sullo schermo cinema, sull’amplificazione Dolby e imponendo addirittura alla cittadinanza il giorno di chiusura settimanale (anche avvalendosi dei poteri vantati sul cinema Smeraldo). L’unica “miglioria” degna di nota è stata quella di aggiungere più sedie in sala, non permettendo ad una persona poco più alta del normale di godere lo spettacolo senza sentirsi in trappola. La gestione Spinozzi è la stessa che non fa sconti a nessuno. Il teatro Comunale si paga sempre, anche se è il Comune ad organizzare un evento. Questa è una cosa grave. Spessissimo abbiamo partecipato a spettacoli fatti in beneficenza, dove artisti, pubblicità e service lavoravano gratis. Ebbene, l’unica cosa che si pagava, e anche cara, era il teatro. E’ sempre stato così. Il monopolismo innesca a volte meccanismi perversi e irreversibili. Conoscete l’orario di apertura degli uffici del teatro? Dalle 11 alle 12.15; fuori da questo orario, non c’è nessuno. Avete capito bene. Il teatro pubblico, non a caso chiamato “Comunale”, è aperto 1 ora e 15 minuti al giorno. Pensiamo inoltre che i teramani debbano essere informati sul fatto che il teatro Comunale (così come lo Smeraldo) è gestito dalla moglie dell’attuale Presidente della Società dei Concerti e del Teatro. Questo rappresenta un CONFLITTO DI INTERESSI che il Governo della nostra città conosce bene, ma di cui nessun normale cittadino è a conoscenza. Tutto ciò crea un circolo vizioso insostenibile in una piccola città come Teramo, che possiede un solo teatro. Fossimo a Roma…chi se ne frega…ci sono 1000 teatri e 1000 gestioni… ma è possibile, secondo Voi, che a Teramo la Riccitelli, attraverso la persona del Presidente, possieda in effetti un teatro??? anzi, IL teatro?? Quanti ragazzi, quanti musicisti avrebbero bisogno di provare nel teatro? Quanta gente vorrebbe utilizzare il teatro in maniera gratuita? Nessuno può perchè il teatro si paga, e caro. Invece una cerchia ristrettissima lo gestisce, lo sfrutta, lo riempie, lo svuota… esattamente così. Non è inammissibile che il miglior cliente del teatro Comunale (l’unico che riesce sempre a riempirlo, tanto che la gente si accalca per accaparrarsi i posti) ne sia anche il padrone? Volevamo concludere osservando che il gestore del Teatro Comunale e del Cinema Smeraldo, ovvero la ditta Spinozzi la cui titolare risulta sposata con il maestro Cocciolito (Presidente della Riccitelli), ha espresso l’intenzione di ottenere anche la gestione del NUOVO TEATRO COMUNALE, tramite un pre-accordo con la ditta Straferro, attualmente unica candidata in gara per la costruzione del teatro. Il conseguimento del Nuovo Teatro da parte di chi detiene le altre due strutture (e di chi le fa funzionare), non farebbe altro che aggravare il conflitto d’interessi già esistente. Nuove Armonie crede che già il solo parlare di questi fatti, non sottraendosi alle polemiche, possa indurre tante persone – influenti e non – a riflettere sulla necessità del pluralismo nella cultura".  

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