Teramo, due trattative sul filo di lana

TERAMO – L’agonia è lenta e mai come in queste ultime ore si moltiplicano gli interventi, disperati o meno, di chi fa una mossa per provare a giocare l’ultima carta. Le ultimissime notizie parlano di due nuove ipotesi: in una banca cittadina è stata versata una somma, su un conto corrente vincolato al Teramo calcio, che sarebbe necessaria non solo per sanare l’iscrizione, ma anche per rilevare il pacchetto azionario, secondo importi "trattati" di nuovo con Romy Malavolta; nello stesso tempo, questa mattina è arrivato in città un imprenditore romano, il cui nome era già circolato in questi ambienti, che si è dichiarato disposto a rilevare la società. Ma, in entrambi i casi, anche volendo valutare la buona fede di tutti gli attori di questa ultima "soap", il problema resta lo stesso: la parte di debito della gestione di Romy Malavolta e che lui si è dichiarato disponibile ad accollarsi, quel milione e 500, milione e 700, euro più, euro meno. Chi compra vuole (giustamente) le garanzie che questo impegno venga mantenuto nel tempo: Malavolta sta cercando di trovare chi garantisca per lui o accetti, per lui, la rateizzazione della somma. Impresa finora non riuscita, anche nelle ultime ore, presso Serit ed Equitalia. Il nodo è che chiunque sia disponibile a farlo, lo farebbe in capo alla Teramo calcio e non a Malavolta persona fisica, lasciando di fatto la società sportiva nei debiti, anche se diluiti nel tempo. E chi vuole prendere non vuole (ancora una volta giustamente) "ipoteche" o spade di Damocle sulla testa nel futuro. Una domanda sorge lecita: ma questa cose non si sapevano, non ci si poteva organizzare per tempo? La corsa contro il tempo continua. Ma adesso, semmai si possa ancora salvare, lo si può solo con una sola soluzione: perchè l’accordo si faccia, Malavolta deve tirare fuori "cash" il denaro corrispondente alla sua parte di debito.

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