Anche l’Abruzzo nel mirino di Sacconi

TERAMO – Anche per le altre regioni con i conti sanitari in rosso potrebbe scattare il commissariamento. E’ quanto afferma il ministro del lavoro e della Sanità, Maurizio Sacconi in una intervista pubblicata oggi su La Stampa. "Se la verifica dei conti che stiamo facendo darà esito negativo – dice il ministro rispondendo ad una domanda sulla situazione di quattro regioni (Campania, Sicilia, Calabria e Abruzzo) – non potremo far altro che applicare la stessa cura imposta al Lazio, ovvero commissariare". Nell’intervista Sacconi affronta anche il tema dei ticket. "Il ticket – dice – è un fallimento politico per chi lo impone. Quando ci sarà il federalismo la gente chiederà conto delle scelte anche agli amministratori locali". Un accenno viene fatto anche agli aumenti degli stipendi deciso da alcune Asl della Campania. "Premesso che la manovra taglia del 20% gli stipendi dei manager – afferma Sacconi – quello della Campania è il chiaro segnale di una lacerazione. Nella sanità italiana si può trovare il meglio ed il peggio di quanto si possa avere nel mondo industrializzato. Dare un significato alla parola solidarietà significa aiutare i cittadini del Sud a conquistare una sanità che non li obblighi, come spesso accade, a fare centinaia di chilometri per essere curati adeguatamente". Sul Lazio vengono invece ricordati i 5 miliardi di euro stanziati. "Di quattro di quella cifra risponde direttamente al governo il presidente Marrazzo – dice Sacconi – e lui dovrà operare secondo i 12 punti stabiliti con il tavolo tecnico". Secondo Sacconi, Marrazzo seguirà questa strada "ma se non accadesse saremmo costretti a revocare il commissariamento con conseguenze politiche devastanti sulla regione".

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