Del Turco: «Sono stato trattato benissimo»

SULMONA – Dopo 28 giorni di carcere, l’ex presidente della Regione Abruzzo, Ottaviano Del Turco, torna nella sua abitazione di Collelongo, anche se ancora non da uomo libero: per lui e gli altri cinque arrestati lo scorso 14 luglio nell’ambito dell’inchiesta su presunte tangenti per 15 milioni di euro nella sanità, il gip del Tribunale di Pescara, Maria Michela Di Fine, ha disposto la sostituzione della misura cautelare in carcere con gli arresti domiciliari, accogliendo la richiesta avanzata venerdì scorso dalla procura. Le sue prime parole all’uscita dal carcere di Sulmona sono di chi sa che la strada da fare è ancora lunga. "Sono stato trattato benissimo – ha spiegato Del Turco – bellissimo prologo che attende il processo". Tranquillizza anche chi teme per le sue condizioni di salute – "sono in grande forma e torno a Collelongo. Beato chi è nato a Collelongo…", e poi va via sulla Volvo del figlio, accompagnato dalla convivente, verso quella residenza in cui avrebbe ricevuto alcune tangenti, secondo quanto sostiene il suo grande accusatore, l’imprenditore della sanità, Vincenzo Angelini. All’arrivo in paese, verso le 14, è accolto dal sindaco, Angelo Salucci, e dal vicepresidente del consiglio regionale, Nicola Pisegna Orlando. Del Turco ha trascorso in carcere quasi un mese: dopo i primi tre giorni di isolamento, l’interrogatorio davanti al pool di magistrati e, dopo tanti annunci, le dimissioni da presidente della Regione consegnate nelle mani del suo legale; il resto del tempo è volato via tra la lettura (tra gli autori anche Ignazio Silone), la pittura, suo grande hobby, rigorosamente nel laboratorio del carcere, e visite di parlamentari e parenti. "A suo tempo avevamo chiesto 30 giorni per proseguire il nostro lavoro – ha spiegato il procuratore Nicola Trifuoggi – e il
fatto che la nostra richiesta di domiciliari sia arrivata prima di questa data conferma che sono scemate le possibilità di inquinare le prove. Le indagini sono state svolte proficuamente". Nell’ordinanza odierna il Gip non ha escluso, specie per Del Turco, Quarta, Cesarone e Boschetti, "in astratto la possibilità di reiterazione dei reati della stessa specie di quelli per cui si procede". Il gip ha aggiunto, inoltre, che "permane immutato il pericolo di ricomposizione del vincolo associativo, dal quale, come osservato dalla pubblica accusa nell’istanza di sostituzione, nessuno degli indagati appare essersi volontariamente allontanato".

Leave a Comment