Le due facce di Teramo

TERAMO – Enzo Scalone (storico rappresentante, dal Pci in poi, dell’opposizione, un po’ oppositore anche quando al governo della città c’erano i suoi) non ce ne vorrà. Lo prendiamo solo ad esempio per contrapporlo a Vasco Rossi. Cioè, non lui, perchè a Scalone (ottimo professionista, fa l’ingegnere, come è noto) non si chiede di "smuovere le folle". Ma certo non passerà inosservato che si muove sul "de minimis": sempre e solo, ormai da anni, poco allineanto con i suoi e sempre più desideroso di trovare "quel peletto" (non una peculiarità, non una specificità) che gli consenta di avere qualche riga o qualche secondo in video. E’ così che oggi su un quotidiano lo leggiamo con l’antico comportamento di comunicazione: questa volta dice che Albi (vedi notizia di mercoledì scorso) ha ragione (critica Chiodi e l’abbandono per le elezioni e dice che è finito il "modello Teramo") e coglie l’ennesima occasione per scagliarsi contro Chiodi ma più diffusamente contro il centrodestra. Nel contenuto non entriamo perchè l’appartenenza politica qui non c’entra. C’entra invece il fatto che il buon Scalone non ha ancora capito che il mondo, Teramo, è cambiato. Intanto perchè il Consiglio comunale è decaduto e l’ingegnere, come tanti altri, tra cui numerosi assessori, farebbe bene a capire che non si può continuare a comunicare con la cittadinanza attraverso gli organi di informazione quando non si ha più titolo, solo perchè ci si crede tanto furbi da avviare la nuova campagna elettorale con critiche facili e "acide" o infantili sottolineature delle proprie attività. Attività che a volte sono praticamente inesistenti, peraltro. E’ ora che si comunichino fatti precisi, idee politiche, è ora di imparare questo da Paolini. Chiodi sindaco di Teramo non c’è, vale per chi continua a vantarsi di quel che ha fatto con lui e per chi continua a criticarne l’operato per fare vedere che sta (stava, perchè adesso è tutto azzerato) all’ opposizione. Il mondo, Teramo, è cambiato. A fianco trovate la cronaca dell’evento di ieri, che rivela un’efficienza, una capacità, una vocazione nuova addirittura. Teramo ce la può fare: ma deve scegliere tra Vasco Rossi e Enzo Scalone. Deve decidere se è un riferimento organizzativo (magari un giorno lo sarà anche culturale) moderno, o la vecchia città morente in cui non si sa dire altro che:"Non mi piace", oppure "Quanto mi piace..". Dopodomani a Pescara si vivrà un momento drammatico della storia abruzzese. Ci vuole serietà, coscienza, non ci vogliono le banalità.

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